Tanto tuonò che piovve !
Potremmo intitolare cosi il report della settimana appena conclusa sui mercati finanziari, in quanto erano sempre maggiori le opinioni che davano per imminente uno storno di Wall Street se non un proprio e vero crollo. Dopo un inizio di settimana tutto sommato “normale”, con piccole oscillazioni, è stata poi la seduta di giovedi a creare ” la tempesta perfetta” innescando una reazione a valanga su tutti i listini, ma specialmente sui listini USA come è facilmente verificabile andando a guardare i volumi. Il proseguimento del selloff nella prima parte della seduta di venerdi, con successivo inizio di recupero nella seconda metà della giornata, porta a pensare che forse al momento sia stata solo una semplice “scrollata dell’albero” per far cadere le olive mature, ossia per far uscire le “mani deboli ” ( leggasi piccolo retail) dal mercato prima di un nuovo allungo in vista delle elezioni presidenziali americane e della ancora elevata liquidità presente con i rendimenti obbligazionari ancora bassi. Con questo non vogliamo dire che già da martedi ( lunedi Wall Street chiusa per Labor Day) i listini USA riprenderanno a correre, la situazione iniziata la scorsa ottava potrebbe protrarsi ancora, ma tendenzialmente non vi sono ancora state rotture al ribasso tali da farci dire che l’attuale trend rialzista sia finito. Sul fronte pandemia si registra un peggioramento a livello globale dei contagi, come se l’intera popolazione mondiale stia calando il livello di attenzione e protezione necessaria, mentre sul fronte vaccino si moltiplicano gli annunci di aziende che stanno vendendo milioni di dosi ai vari governi pur senza avere ancora scoperto ” il Santo Graal”. Naturalmente non poteva mancare il tweet di Trump che ha allertato gli americani ( cittadini e strutture sanitarie) ad essere pronti per essere vaccinati nel mese di Novembre…….

FTSE-Mib

Avevamo scritto la scorsa settimana che ci attendevamo di vedere se la positività di Wall Street avrebbe portato di riflesso qualcosa di positivo per Piazza Affari ( – 2.27% e saldo 2020 a – 17.51%) o se invece avrebbero prevalso le statistiche che indicano Settembre come uno dei mesi peggiori per i listini azionari. Alla fine è stato il riflesso negativo di Wall Street ad appesantire Milano che alla fine ha perduto meno del Nasdaq e dello S&P500. Graficamente potremmo consolarci con la tenuta del supporto dei 19200 punti ottenuta con volumi in aumento e quasi nella media, anche se adesso sarà importante evitare di scendere sotto il livello dei 19mila punti in chiusura di ottava. Nel caso saerbbe molto probabile un retest del successivo livello supportivo a 18500, livello che dovrà essere difeso a denti stretti per non rischiare pericolosi ritorni in area 18mila prima e 17500 poi. Volendo guardare ad un pronto recupero d’oltreoceano allora sarà area 19700 il primo ostacolo da superare al rialzo per Milano e a seguire i 19900, 20200 e finalmente tornare al test dei 20500 che sarebbero lo spartiacque per poter riprendere un trend rialzista ed uscire dal box 19000/20200 che da tante settimane tiene bloccato Piazza Affari.

Analisi tecnica Ftse-Mib settimanale al 06/09/2020
Analisi tecnica Ftse-Mib settimanale al 06/09/2020

DAX

Performance migliore della settimana per il DAX ( – 1.46% e saldo 2020 a – 3.07%) che nella prima parte della settimana era partito con forza oltre la resistenza dei 13200 punti e si era portato molto vicino ( una quarantina di punti) dal chiudere il gap a 13500, da dove sarebbe stato in una ottima posizione per poter sferrare l’attacco a nuovi massimi storici. Il selloff a Wall Street ha riportato l’indice tedesco al di sotto dei 13mila punti con volumi in aumento anche se, come a Milano, ancora sotto la media. Adesso il DAX torna ad avere come primo supporto il doppio livello 12650/12500 mentre come prima resistenza abbiamo i 12900/13mila punti. Molto dipenderà da quello che succederà negli USA, ossia se i movimenti violenti di giovedi e venerdi sono stati solo un “temporale estivo” o se invece siano stati solo le prime piogge della “stagione invernale” in arrivo.

Analisi tecnica DAX settimanale al 06/09/2020
Analisi tecnica DAX settimanale al 06/09/2020

Wall Street

La prima cosa che salta all’occhio guardando i grafici degli indici USA è certamente il notevole incremento dei volumi che sono stati nettamente sopra alla media mentre contestualmente non abbiamo registrato significative perdite di livelli importanti, quasi fosse stato un “semplice avvertimento”. Il Dow Jones ( – 1.82% e saldo 2020 a – 1.42%) pur essendo stato il migliore dei listini americani è anche l’unico che è tornato in territorio negativo per l’anno in corso. Avevamo scritto che a seguito dello split di apple e della sostituzione di 3 dei 30 titoli che compongono il paniere, vi sarebbe stata la possibilità di riscontrare delle variazioni sul valore dell’indice, indice che abbiamo già sottolineato non si basa sulla capitalizzazione delle società che lo compongono ( cosi come avviene per tutti gli indici azionari) ma sul valore in dollari dei suoi componenti diviso per un coefficente. Ed effettivamente è stato cambiato il coefficente in quanto la società che gestisce gli indici Dow Jones stavolta ha cambiato anche il divisore in base al quale suddivide i prezzi delle sue componenti: da oggi una variazione di 1 dollaro nel prezzo di uno dei titoli che lo compongono si tradurrà in una variazione dell’indice di 6,579 punti (in precedenza 6,8 punti). Graficamente la candela sul grafico settimanale del Dow Jones racconta una lunga ed interessante storia…..apertura di settimana sui valori del close della precedente, allungo oltre i massimi della settimana precedente e salita fino a chiudere il gap dell selloff di febbraio causa pandemia. Poi giravolta e partono le prese di beneficio che portano ad una discesa di circa 1500 punti fino a chiudere il primo dei due gap lasciati aperti alle spalle ( i 27999 punti), per poi cambiare nuovamente direzione e risalire e andare a chiudere in prossimità del supporto dei 28170 e in ogni caso sopra al livello di apertura della scorsa ottava. Vedremo se nella prossima ottava l’indice DJ si riporterà verso i 29mila punti o se invece vorrà scendere a chiudere anche l’altro gap ancora aperto a 27456. Storia analoga per il Nasdaq ( – 3.12% e saldo 2020 a + 33.08%) che dopo l’open in linea alla chiusura precedente è andato a segnare un nuovo massimo storico a 12439 punti per poi virare e scendere agli 11145 per poi girare nuovamente e andare a chiudere nettamente sopra la rialzista a 11622 punti. Sostanzialmente si potrebbe definire una candela interlocutoria per il Nasdaq, che non ha toccato neanche il minimo relativo precedente a 10855 e che pertanto potrebbe aver avuto solo necessità di scaricare l’eccesso accumulato da 5 settimane consecutive di candele verdi. Il supporto dinamico per la prossima settimana sarà a 11346 punti, pertanto si faranno i conti con quel valore in chiusura di settimana prossima. Al rialzo il primo livello da guardare sono i 12mila punti e poi il massimo storico appena registrato. Dei tre indici USA, S&P500(- 2.31% e saldo 2020 a + 6.07%) è quello che ha lasciato sul grafico la “sensazione” peggiore, pur avendo disegnato sostanzialmente la medesima candela. Apertura sul close precedente e sul livello di resistenza dinamica, superata alla grande andando a registrare un nuovo massimo storico a 3588 punti, dopodichè inversione e discesa di circa 200 punti, andando a chiudere lungo la discesa il gap rimasto aperto a 3399, quindi recupero e close al di sopra dell’open della scorsa settimana. Unica differenza è che la chiusura è rimasta sotto la rialzista di breve, da qui la sensazione di cui sopra. Primi livelli da guardare a livello di supporto sono il gap ancora aperto a 3272 punti e piu sotto la statica a 3220 punti, mentre al rialzo la prima resistenza sarà a 3468 la rialzista di breve e poco sopra, a 3521, la rialzista di lungo.

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