Dopo alcune settimane di passione sui mercati è arrivata la settimana del rimbalzo. Usiamo il termine rimbalzo in quanto a nostro avviso al momento è solo un fatto tecnico e nulla più. Da un lato abbiamo l’emergenza sanitaria che non pare certamente risolta, anzi la crescita dei contagi nel mondo è in costante crescita e si inizia a paventare che i numeri dell’Africa saranno devastanti, per non dire anche il sudamerica. Dal punto di vista economico abbiamo assistito in questa settimana a numerose iniziative dei vari governi per fronteggiare l’onda lunga della crisi economica che si abbatterà dopo quella sanitaria, ma riscontriamo anche poca coordinazione e sopratutto una miopia di fondo. Pensiamo ad esempio al fatto che le agenzie di rating stiano continuando ad emettere i loro giudizi quando l’economia mondiale stà subendo un colpo durissimo e dal quale non sarà assolutamente facile venirne fuori…..che senso hanno adesso i rating ? Mettere in ulteriore difficoltà Stati e Nazioni che sono alle strette ?

Piazza Affari (+ 6.93% e saldo 2020 a – 28.43%) veste la maglia nera anche questa settimana, chiudendo con il rialzo più basso rispetto agli altri indici che seguiamo.

Confortante la tenuta del supporto dei 15mila punti ma la reazione è stata con volumi in calo rispetto alle due settimane precedenti e pertanto la resistenza dei 18mila punti si è fatta facilmente valere e in chiusura si è scesi anche sotto il livello dei 17500, che pertanto torneranno ad essere il primo livello di resistenza da monitorare. La lunga upper shadow che resta sul grafico di Piazza Affari, cosi come su quello del DAX, rimane a testimoniare la delusione del mercato per il mancato accordo della “comunità” europea sulla emissione dei cosidetti ” CoronaBond” il cui scopo sarebbe stato quello di permettere a tutti i paesi europei di finanziarsi al medesimo tasso. Questa opportunità mancata ,per volere della europa del nord, con molta probabilità porterà alla fine del sogno europeo dei nostri padri, del resto se in situazioni di estrema difficoltà come quelle attuali c’è chi ancora pensa prima ai conti e poi ad aiutare allora parlare di “comunità” pare una contraddizione in termini.

Analisi Tecnica FTSE-Mib Settimanale al 28 marzo 2020
Analisi Tecnica FTSE-Mib Settimanale al 28 marzo 2020

Sostanzialmente similare la situazione del DAX ( + 7.88% e saldo 2020 a – 27.30%) che arriva in zona 10mila punti per poi essere nuovamente travolto e chiudere poco sopra i 9600 punti.

Primo supporto adesso area 9200 punti circa e poi sotto area 8700. Come resistenze area 10mila in quanto numero tondo e poi graficamente area 10400/10500 punti. Anche sul DAX i volumi della settimana sono stati in calo rispetto a quelli delle scorse settimane.

Analisi Tecnica DAX Settimanale al 28 marzo 2020
Analisi Tecnica DAX Settimanale al 28 marzo 2020

Nel complesso a Wall Street gli indici hanno segnato dei rimbalzi maggiori rispetto ai listini europei, forse per via della maggiore potenza di fuoco economica che la FED ha messo in campo o anche per l’energia con la quale Trump stà affrontando la situazione.

Dal nostro punto di vista però pare stiano trascurando o almeno prendendo sottogamba l’esperienza sanitaria che l’europa ha maturato in queste settimane. L’obiettivo USA pare essere quello di essere disposto a sacrificare vite umane in cambio del mantenimento del livello di economia mentre in europa e sopratutto in Italia si è cercato di dare priorità alla salute a discapito della economia. Solo la Storia ci dirà quale sarà stata la scelta migliore. Dow Jones (+ 12.44% e saldo 2020 a – 24.18%) è stato il miglior indice questa settimana ed è anche l’indice ove i volumi sono stati quasi in linea con le settimane precedenti. Il test e la tenuta del supporto sui 18620 punti , la rottura della resistenza in area 21150 punti e il test della resistenza in area 22500, non confermata in close, hanno dato nel complesso un discreto segnale di forza. Vedremo se nella prossima ottava proseguirà il rimbalzo per portarsi sopra i 22500 e magari insidiare il livello dei 23400 punti o se invece l’inevitabile peggioramento dei dati del contagio riporterà le quotazioni verso i supporti. Vedere il Nasdaq ( + 8.49% e saldo 2020 a – 13.11%) fanalino di coda rispetto agli altri indici USA non è una cosa frequente di questi tempi, ma è pur sempre vero che al momento è l’unico listino a contenere le perdite dell’anno sotto il – 14% mentre tutti gli altri sono oltre il – 20%. Dopo aver aperto l’ottava appena sotto il livello di chiusura di quella scorsa, il Nasdaq ha poi recuperato andando prima a sfiorare il test della resistenza a quota 8mila punti per poi riscendere sotto il livello dei 7700 ma chiudendo in ogni caso sopra il massimo della candela precedente. volumi in contrazione, come già visto in europa. Discreta anche la reazione del S&P500 ( + 10.26% e saldo 2020 a – 21.34%) che dopo una apertura di settimana debole reagisce e supera due livelli di resistenza per poi scendere a chiudere sui 2541 punti, sotto il livello dei 2600 ma sopra quello dei 2530. Nel complesso una discreta candela che però come già detto dovrà fare i conti con i dati sanitari che arriveranno nei prossimi giorni.

Buon trading, vi aspettiamo sul nostro canale ad accesso libero e speriamo possa farvi piacere sostenere gli ospedali della Val Seriana.

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