Apriamo l’articolo con un messaggio positivo ” Il 20 Marzo è iniziata la Primavera, auguriamoci possa essere veramente “la primavera” ( nel senso etimologico di “nuovo splendore” o di “rinascita”) dopo questo inverno terribile appena concluso!” . Per il resto purtroppo di notizie positive ve ne sono molte poche. L’epidemia è stata dichiarata Pandemia dalla OMS, praticamente in tutti gli stati del mondo vi sono casi di contagio, all’atto pratico in nessuna nazione si è ben compreso dall’inizio cosa stesse accadendo, con la sola eccezione della Cina che si è mossa in maniera che in molti hanno definito da regime ma che in fondo pare essere l’unico stato che stia iniziando a vedere la luce in fondo al tunnel. A ruota la Corea del Sud ( della Corea del nord non si sà nulla….) e tutto sommato anche la nostra Italia a ben vedere è stata tra le prime a prendere delle misure , non drastiche come quelle cinesi ovviamente e anche non rispettate ( ahinoi….) come quelle cinesi ! La vecchia Europa ci ha guardato con occhi patetici i primi giorni, ” Italiani siete sempre i soliti…” avranno pensato vedendo che in ogni caso avevamo “evasioni” dalle zone rosse e assalti ai treni prima che entrassero in vigore le misure restrittive, salvo poi iniziare a cambiare atteggiamento quando anche i “numeri” a casa loro hanno iniziato a diventare preoccupanti. E dire che la Germania per prima aveva notato durante la stagione invernale un picco di polmoniti che non si registrava da anni. Il tasso di crescita dei casi di contagio in Spagna e Germania sopratutto porta a ritenere che queste nazioni, alla conta finale, potranno avere numeri peggiori dei nostri. Dopo questo lungo preambolo torniamo ad occuparci di mercati e quel che vediamo è che questa settimana le borse europee hanno avuto cali molto contenuti e volumi in decremento, mentre a Wall Street è stata un’altra ottava con perdite a doppia cifra e sopratutto con volumi in ulteriore aumento. Il “Panico” ha attraversato l’oceano…….

Piazza Affari ( – 1.39% e saldo 2020 a – 33.07%) pur rimanendo il peggiore listino come performance annuale, è quello che nella passata ottava ha perso di meno.

Pur avendo perduto il supporto dei 15mila punti durante alcune sedute, la candela finale lasciata sul grafico settimanale ci dice che il supporto a tale livello ha tenuto. Se vogliamo continuare con il messaggio di speranza già lanciato la scorsa settimana abbiamo anche una candela assimilabile a quella che seguì quella del minimo del 2016, corpo rosso e lunga lower shadow. Anche i volumi, come allora, sono stati decrescenti e all’epoca la chiusura della settimana fu appena sopra i 16mila punti, livello che rimase come supporto per il resto dell’anno. Con ciò non vogliamo affermare che si sia toccato il fondo, ci piacerebbe poterlo dire, ma non abbiamo alcun elemento a sostegno. Più facile ipotizzare che se l’emergenza negli Stati Uniti dovesse aggravarsi ecco che Wall Street potrebbe andare incontro ad ulteriori ribassi e trascinarsi appresso le restanti borse mondiali. Rimaniamo pertanto in osservazione dell’evolversi della situazione mantenendo la calma e la serenità, in quanto il farsi prendere dal panico non aiuterà a prendere decisioni corrette. Primo supporto area 15mila punti, e prime resistenze in area 16mila punti e poi 17500/18000 punti.

Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale al 21 marzo 2020
Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale al 21 marzo 2020

Il DAX ( – 3.28% e saldo 2020 a – 32.61%) ha aperto la settimana in gap down appena sopra quel livello degli 8700 punti che avevamo segnalato la scorsa settimana essere il minimo di febbraio 2016.

Nel corso dell’ottava il listino tedesco è sceso fino ai 8255 punti ed è anche salito fino a chiudere il gap andando al retest dei 9200 punti, per poi perdere nuovamente terreno e chiudere poco sopra gli 8900 punti. sostanzialmente è accaduto come a Milano, ossia il livello del minimo del 2016 a fine settimana ha tenuto. Prendiamolo come un segnale positivo e di speranza, ma teniamo bene a mente che molto se non tutto dipenderà dalla tenuta dei listini a stelle e strisce. Anche sul DAX i volumi di questa ottava sono stati in calo rispetto a quelli della settimana scorsa, quasi ad indicare che ” abbiamo finito, non abbiamo piu nulla da dare”. Ma facciamo attenzione a non illuderci. Primo supporto gli 8700 punti e prima resistenza i 9200 punti.

Analisi tecnica DAX settimanale al 21 marzo 2020
Analisi tecnica DAX settimanale al 21 marzo 2020

Il “Panico” ha attraversato l’Atlantico e a Wall Street i “duri” sono scappati a gambe levate.

Non è bastato neanche un nuovo taglio dei tassi della FED la domenica sera prima della apertura dei mercati per dare un poco di sollievo. Anzi pare che i mercati abbiano interpretato questa mossa come un segnale di debolezza da parte delle autorità americane. Il Dow Jones ( – 17.30% e saldo 2020 a – 32.81%) si prende la maglia nera questa settimana, ha aperto in gap down poi richiuso ed è sceso sin quasi i 18600 punti, massimi della estate 2016. La chiusura di settimana molto vicina ai minimi e con volumi in aumento rispetto a quelli della settimana scorsa non depone a favore di un rallentamento della discesa. Pare inevitabile il test di tale livello ma se continua a perdere 2mila punti a settimana a questo punto non diventa impossibile rivedere addirittura un test dei 15500 nel volgere di due settimane, la qual cosa significherebbe tornare ai valori di inizio 2016 ! Performa sempre meglio degli altri indici il Nasdaq ( – 12.52% e saldo 2020 a – 19.91%) che però perde quota 7mila punti e lo fà con volumi in aumento. Anche il Nasdaq chiude in prossimità dei minimi della candela pertanto pare avere maggiori probabilità un movimento verso il livello dei 6400 punti che un ritorno sopra i 7150. Brutta settimana per S&P500 ( – 14.98% e saldo 2020 a – 28.66%) che scende a chiudere il gap del 2017 a 2319 punti e chiude appena sopra i 2300 punti dopo un minimo a 2280 punti perdendo anche il minimo di fine 2018. Se prosegue a scendere a questa velocità potrebbe andare al test dei 2100 punti circa già alla fine della prossima settimana, per quanto sia ovviamente poco auspicabile. Area 2400 punti il primo livello di resistenza. A corollario della analisi ricordiamo che con questa elevata volatilità sui mercati, i livelli di supporto e resistenza perdono parte della loro naturale e normale valenza, in quanto i repentini movimenti che si vengono a creare portano a dare loro meno importanza rispetto ai periodi con volatilità bassa.

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