Nonostante fosse stata ampiamente attesa, la seconda ondata della pandemia è arrivata violenta obbligando al ritorno di misure drastiche. I vari governi stanno cercando in tutti i modi di evitare nuovi lockdown generalizzati che avrebbero come certezza la disfatta del sistema economico oltre alla speranza di evitare una catastrofe sanitaria, ma di contro si rilevano anche molte sacche di resistenza e disobbedienza nelle popolazioni. Non aiutano inoltre a dare certezze le differenti opinioni che i principali organismi sanitari hanno dato su un candidato vaccino, il Remdesivir, che la scorsa settimana è stato etichettato come inefficiente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e che invece questa settimana ha ottenuto dalla FDA americana il placet come primo trattamento contro il coronavirus. In questa situazione difficile dove alcune nazioni decidono di chiudere le frontiere, ultima in ordine cronologico la Slovenia, dove aumentano le zone rosse e le chiusure locali in tutta europa, anche i governatori delle regioni italiane chiedono chiusure in quanto le strutture sanitarie locali sono prossime al collasso. Come se la situazione non fosse già abbastanza critica dal lato sanitario, dobbiamo registrare anche le criticità dal lato politico, con gli USA che si avviano al voto del prossimo 3 novembre e il dialogo EU/GB sulla Brexit che pare una telenovela infinita. I mercati tutto sommato stanno tenendo, la notizia che in Cina continentale non vi è alcun caso di contagio interno e che si sono verificati 28 nuovi casi di provenienza esterna, unito ai nuovi dati che dicono che la ripresa economica nel paese è ripartita lasciano un filo di luce in fondo al tunnel.

Settimana negativa a Piazza Affari ( – 0.53% e saldo 2020 a – 17.96%) che tutto sommato si è comportata molto bene, solo S&P500 ha perso di meno.

Il recupero nell’ultima seduta del livello dei 19200 punti e la lunga lower shadow lasciano ancora speranze su un possibile recupero dei 19500 punti prima e poi di un retest delle resistenze a 19700 e quindi 20mila punti. La notizia che l’agenzia di rating Standard& Poors venerdi a mercati chiusi ha confermato il rating e addirittura migliorato l’outlook per il nostro paese potrebbe darci quella boccata d’ossigeno di cui si ha un grande bisogno. Si riuscisse anche ad avere dall’europa un anticipo di fondi del recovery fund, con un poco di buona volontà si potrebbe veramente ipotizzare una ripartenza, sempre che la popolazione aiuti e si adegui. Primo livello di supporto sempre area 19200 punti e a seguire la soglia psicologica dei 19mila e il livello statico dei 18500 punti.

Peggior listino della settimana il DAX

( – 2.03% e saldo 2020 a – 4.55%) che però tutto sommato ha dimostrato di aver “sentito” l’area di supporto 12500/12650 chiudendo a 12645 dopo aver segnato un minimo settimanale a 12345 punti. Volumi sotto la media e in calo rispetto alla scorsa ottava a dimostrazione che vi sono sempre meno investitori sul mercato in questa fase critica. Sarà importante verificare la tenuta di questa area di supporto nella prossima ottava per evitare nuovi affondi verso i 12mila punti e contestualmente sarebbe interessante rivedere un nuovo test sui 13mila punti che questa settimana si sono dimostrati una resistenza ardua da superare. Naturalmente la situazione sanitaria porta ben poche certezze e sappiamo come i mercati soffrano molto le situazioni di incertezza.

Settimana negativa anche a Wall Street anche se sostanzialmente nulla è cambiato sui grafici.

Nell’ultimo faccia a faccia tra Trump e Biden lo sfidante è apparso in leggera difficoltà ma i sondaggi continuano a vederlo in vantaggio. I mercati si stanno prendendo una piccola pausa di riflessione prima del voto, i volumi sono in calo rispetto alla scorsa settimana segno che anche a Wall Street inizia a prevalere la cautela. Candela rossa per il Dow Jones ( – 0.94% e saldo 2020 a – 0.71%) che torna negativo per l’anno in corso ma la tenuta del supporto dei 28170 punti e la lower shadow potrebbero lasciare intatte le possibilità per un nuovo assalto ai 29mila punti. La prossima settimana sono in programma moltissime trimestrali ( addirittura 186 società del listino S&P500) pertanto dipenderà molto dai risultati societari e dalle attese del voto presidenziale. Candela analoga per il Nasdaq ( – 1.34% e saldo 2020 a + 33.89%) che testa con successo la rialzista chiudendovi sopra e chiudendo contestualmente il gap che era stato aperto la scorsa ottava. Vedremo quindi se l’indice tecnologico ripunterà verso l’alto e i 12mila punti o se invece prevarrà ancora debolezza e scenderà attirato dal gap aperto a 11207 punti. Miglior listino della settimana lo S&P500 ( – 0.52% e saldo 2020 a + 7.26%) che resta sotto le due rialziste segnalate la scorsa settimana ma che ha disegnato una lunga lower shadow che in buona sostanza ha sentito il livello supportivo dei 3425 che per un paio di settimane a settembre si era dimostrato un livello di resistenza. Vedremo se questo nuovo livello di supporto sarà chiamato ancora al lavoro o se invece saranno le due rialziste ad essere messe sotto pressione nella prossima ottava.

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