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Quinta settimana consecutiva di rialzi per i principali indici, esclusa piazza affari, che paiono voler uscire dalla logica buona notizia = cattiva notizia. I dati del lavoro USA usciti in questi ultimi giorni sono stati buoni e migliori delle attese e questo fino a poco tempo fa avrebbe impattato negativamente sul sentiment degli investitori che avrebbero temuto un nuovo rialzo dei tassi. Se andiamo a vedere il FTSE-MIB ed il DAX ( Wall Street era ancora chiusa) alla uscita dei dati su un grafico 5 minuti erano rispettivamente in area 30170 punti e 16385 punti e dopo l’ovvia volatilità hanno preso decisamente la via del rialzo andando a chiudere rispettivamente a 30403 e 16759 e Wall Street ha chiuso positiva. Le Banche Centrali non mettono piu paura ? I Mercati stanno scontando l’inizio del taglio dei tassi già alla fine del primo trimestre mentre tutta la dialettica di BCE e FED dice che prima del secondo semestre non si parla di tagli e che i tassi resteranno alti a lungo. Chi ha ragione ? I Mercati sono troppo positivisti o i governatori centrali stanno troppo sulla difensiva ? Dopo la Banca Centrale del Canada che la scorsa settimana ha lasciato invariati i tassi, nella prossima avremo mercoledi la FED e giovedi la BCE per le loro ultime riunioni dell’anno. Con molta probabilità lasceranno i tassi invariati anche loro e con altrettanta probabilità manterranno la view di un inizio dei tagli solo per il secondo semestre 2024 salvo necessità di intervenire ad un ulteriore rialzo se dovessero rilevarne la necessità a seguito dei dati che usciranno. Questo per evitare ulteriore euforia sui Mercati che ai loro occhi stanno salendo troppo e troppo presto. I Mercati però stanno prendendo in considerazione anche altri elementi che ovviamente esulano da quel che le banche centrali guardano. Siamo alla fine del terzo anno di mandato presidenziale e statisticamente è proprio il terzo anno di mandato presidenziale quello migliore per i Mercati. Nell’ultimo anno avviene un certo rallentamento dovuto sia all’incertezza dell’esito elettorale per cui le aziende posticipano gli investimenti per capire le intenzioni del nuovo governo ed anche per un rallentamento della stessa attività governativa che si focalizza sull’elezione. Questo è quanto è accaduto nelle ultime 5 elezioni presidenziali. In questi giorni abbiamo letto alcuni articoli americani dove alcuni analisti e gestori hanno dato la loro view per il 2024 e vi è un certo accordo per vedere S&P500 tra i 5000 ed i 5200 punti per la fine del 2024 e un livello sui 4800 per il primo semestre. Questo dato letto assieme ai 4604 punti della chiusura di venerdi e alcune proiezioni che lo vedono per fine anno mediamente sui 4700 punti lascia intendere che per il primo semestre 2024 non vi sia spazio per crescere, anzi pare piu probabile qualche ritracciamento per poi ripartire dopo il primo trimestre, ossia con quello che il Mercato ritiene sia l’inizio della fase dei tagli. Altra benzina sul fuoco dei Mercati viene dall’ultimo sondaggio sul voto presidenziale dove per la prima volta Trump è in vantaggio su Biden, con i consensi di quest’ultimo ai minimi da quando è stato eletto. In molti ricordano come Wall Street si sia molto ben comportata sotto la presidenza Trump e ovviamente il Mercato non può che esserne contento per cui se si dovessero esserci conferme sulla crescente possibilità di una rielezione di Trump ecco che Wall Street potrebbe proseguire al rialzo in barba a tutte le aspettative e magari correre anche nel quarto anno di mandato presidenziale. Fermo restando che la scelta sarà dei cittadini americani la nostra unica osservazione è che oggi i due aspiranti presidenti hanno 81 (Biden) e 77 (Trump) anni e che forse per guidare quel paese serva una persona più giovane: lo stesso Biden è di questo avviso ma ha detto che se l’avversario repubblicano da combattere è Trump allora è disposto a ricandidarsi per evitare la dispersione dei voti democratici.

Si conferma Piazza Affari ( + 1.58% e saldo 2023 a + 28.25%) dopo il breakout della scorsa ottava e disegna un’altra bella long white che chiude oltre i 30400 punti.

Si deve tornare al 2008 per trovare l’indice di casa nostra a questi livelli e per cercare qualche livello di riferimento, seppur abbia ancora valenza dopo tanti anni. Spazio per salire ve ne sarebbe adesso ma si deve far di conto anche con qualche eccesso anche se a onor del vero il FTSE-MIB è l’unico dei listini analizzati ad aver avuto un paio di settimane negative e quindi è quello che forse meno di altri ha la necessità di scaricare qualche oscillatore. Detto dei volumi sotto la media per la festività nazionale di venerdi e locale di giovedi ( ma Milano è la piazza finanziaria italiana ) segnaliamo che possiamo andare a considerare come primo livello di supporto quei 29600 che per 4 settimane sono stati invalicabili.

Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale alla chiusura del 08/12/2023
Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale alla chiusura del 08/12/2023

Miglior listino di settimana il DAX ( + 2.28% e saldo 2023 a + 20.37%) che registra un nuovo massimo storico e pare non preoccuparsi delle vicende politiche interne e del probabile esercizio provvisorio di bilancio a cui andrà incontro per le note problematiche.

I 17mila punti sembrano oramai a portata entro la fine dell’anno, ma come sempre si dovrà fare i conti con la BCE e le sue decisioni nella giornata di giovedi. Abbiamo disegnato un nuovo livello che andremo a considerare come primo supporto , sostanzialmente il vecchio livello di massimo storico in area 16300 punti che dovrebbe frenare eventuali discese post BCE o anche nella giornata di venerdi 15 quando avremo l’ultimo giorno delle tre streghe del 2023 ( che in realtà sono 4, considerando la scadenza di Futures e Opzioni sia sugli indici che sui singoli titoli) che comporterà come sempre una certa volatilità e turbolenza. Sul Dax i volumi sono stati in media pertanto sulla salita non vi è stata neanche troppa euforia.

Analisi tecnica DAX settimanale alla chiusura del 08/12/2023
Analisi tecnica DAX settimanale alla chiusura del 08/12/2023

A Wall Street continua la fase di rivincita del Dow Jones ( + 0.01% e saldo 2023 a + 9.35%)

Dopo il perentorio breakout della scorsa ottava l’indice si conferma sui massimi annuali e si prepara per un nuovo possibile allungo dopo aver ” digerito” il corposo rialzo della scorsa ottava. Primo supporto la ex resistenza a 35658 punti mentre il prossimo obiettivo sono i 36500 e a seguire i massimi storici in area 36950 punti. Pare ripetersi la coppia di candele già viste ad inizio novembre, vedremo se confermerà il pattern nella prossima ottava nonostante FED e scadenze tecniche. Miglior listino a Wall Street il Nasdaq ( + 0.54% e saldo 2023 a + 47.03%) che scende a testare con precisione il supporto e poi riparte per la migliore chiusura dell’anno benchè con volumi in media ma in leggera contrazione. Dopo le ultime due upper shadow potrebbe essere un buon segnale di forza, vedremo se riuscirà a superare i massimi della scorsa ottava a 16166 punti e quindi si guarderà area 16400 punti prima dell’assalto al massimo storico. Candela precisa tra supporto e resistenza per S&P500 ( + 0.21% e saldo 2023 a + 19.92%) che con volumi ancora sopra la media ritesta la forte resistenza. La chiusura proprio su tale livello indica che la prossima settimana potrebbe essere quella giusta per il definitivo breakout, anche se abbiamo piu volte ripetuto gli importanti appuntamenti che ci saranno. Nel caso il prossimo livello da guardare sarà la rialzista che sarà in area 4730 punti.

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