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La prima settimana del 2024 per quanto ridotta nel numero di sedute e con volumi ancora “festivi” attendeva con impazienza i primi dati importanti per poter festeggiare l’avvio del taglio dei tassi da parte delle principale banche centrali e giustificare in questo modo l’imperioso rally degli ultimi due mesi. Il Mercato attendeva i dati del lavoro USA non brillanti, anche per via del lungo sciopero nel settore automobilistico, pregustando quindi la conseguente decisione della FED a dare il via quanto prima al taglio dei tassi già anticipato da Powell. Ma i dati del lavoro USA, ADP NFP tasso disoccupazione sono stati tutti migliori delle attese ed anche la lettura delle minute dell’ultima riunione della FED non hanno fatto altro che confermare quanto già più volte detto da Powell e soci. Si ci sarà l’inizio del taglio dei tassi ma al momento rimaniamo su questi livelli perchè vogliamo essere certi che non ci siano colpi di coda dell’inflazione, e l’inflazione è nemica perchè crea incertezza sugli investimenti dovuta alla mancanza di stabilità dei prezzi. Dato che nonostante l’alto livello dei tassi l’economia USA stia tutto sommato andando bene sorge spontanea la domanda : perchè tagliare i tassi ? Lo ha detto lo stesso Powell che poi però ha aggiunto che la FED si riserverà di dare l’avvio ai tagli per aiutare l’economia USA a rimanere su un sentiero di crescita e a non bloccarla e farla entrare in recessione. Ricordiamo che questo è un anno di elezione presidenziale in USA ed è sempre cosa buona non mettersi contro la classe politica. 

La classe politica europea è compatta nel chiedere alla Lagarde l’avvio del taglio dei tassi da parte della BCE, ma sappiamo bene che  a differenza della FED la banca centrale europea non abbia neanche preso in considerazione questa possibilità, almeno non in tempi brevi. Sappiamo bene che l’inflazione in europa ha una origine e natura diversa da quella americana, inoltre la grossa differenza che molti non considerano è che gli USA sono una federazione di Stati mentre l’ EU è una somma di Stati che ha parzialmente ceduto sovranità monetaria ma nulla per politiche fiscali e di bilancio e solo durante la pandemia di Covid gli stati europei hanno lavorato in sintonia per varare il next generation act, dopodichè passata l’emergenza ognuno è tornato a ragionare nell’ambito dei propri confini nazionali. La Lagarde pertanto si trova sola contro tutti ed è comprensibile la sua prudenza nonostante la Germania si sia fermata ed è in recessione tecnica e gli altri Stati non se la passano meglio. Suo malgrado dovrà però cedere in quanto a giugno ci saranno le elezioni europee ed arrivarci con il continente in recessione la farà diventare il capro espiatorio di tutti i mali della politica.

Partenza positiva per il FTSE-MIB ( + 0.29%) unico listino positivo sostenuto dai titoli bancari che ringraziano l’allontanarsi nel tempo dell’avvio del taglio dei tassi.

Il nostro è stato l’unico listino ad aver registrato un massimo superiore delle precedenti tre settimane anche se alla fine la sostanziale doji lasciata sul grafico con ampie shadow non fa altro che allungare la striscia della congestione laterale. I volumi sono aumentati rispetto alla precedente settimana ma sono in ogni caso rimasti sotto alla media e solo con il ritorno alla normalita dalla prossima ottava si potrà iniziare a fare chiarezza. Il fatto di avere molti titoli bancari nel listino ci ha aiutato ed è evidente dal grafico giornaliero del nostro indice. Prendiamo ora i livelli di minimo e di massimo della candela appena conclusa come livelli da monitorare per un allungo o un ritorno verso il supporto dei 29600 punti.

Analisi FTSE-Mib Settimanale alla chiusura del 05/01/2024
Analisi FTSE-Mib Settimanale alla chiusura del 05/01/2024

Avvio di 2024 negativo per il DAX ( – 0.94%)

Nonostante il tentativo non è riuscito a tornare in area 17mila punti e che poi si è man mano appesantito scendendo quasi al test del supporto dei 16325 punti, da dove ha parzialmente recuperato nonostante la chiusura inferiore delle precedenti tre settimane. Sarà sufficiente a scongiurare un ulteriore ribasso o ci sarà un test del supporto nella prossima ottava ? Se l’indice tedesco riuscirà a confermarsi al di sopra allora aumentano le probabilità per una ripresa del trend rialzista iniziato a fine ottobre e che lo porterà a nuovi massimi storici.

Analisi DAX Settimanale alla chiusura del 05/01/2024
Analisi DAX Settimanale alla chiusura del 05/01/2024

A Wall Street si entra nell’anno della elezione presidenziale e subito pare cambiare il paradigma, con il bistrattato Dow jones che registra un nuovo massimo storico e il Nasdaq che perde il 3% aprendo in gap down.

Certamente non è una rondine che fa primavera e non sarà certamente la prima settimana dell’anno a fare testo, però intanto qualcosa pare essere cambiato. La politica inizia a mettersi in moto per l’importante avvenimento di novembre e dopo il ricorso di Trump alla Corte Suprema contro il bando dalle primarie in Colorado, i repubblicani in Florida per mano del governatore De Santis stanno valutando di riservare lo stesso trattamento al presidente Biden reo a loro modo di vedere della invasione di 8 milioni di migranti in suolo USA al confine con il Messico. Chissà se la diretta conseguenza di questo scontro Biden Trump sarà l’elezione in USA di un terzo incomodo. Intanto come detto Wall Street apre il 2024 in rosso anche se con diverse modalità. Migliore il Dow Jones ( – 0.59%) che registra un nuovo massimo storico a 37790 punti per poi invertire la marcia e scendere sotto il minimo della candela precedente per poi recuperare in close e chiudere a 37466 punti. Primo supporto resta il livello di 36969 mentre il superamento dei 37790 porterà un nuovo massimo storico per il listino della old economy. Decisamente diverso quanto vediamo sul Nasdaq ( – 3.09%) dove alla candela di indecisione sui massimi della scorsa ottava è seguita una candela rossa con tanto di gap down e che pare destinato ad un test dei 16mila punti ed eventualmente anche dei 15700. Primo ostacolo in salita sarà il livello dei 16612 punti a cui seguiranno i livelli ravvicinato di apertura e chiusura gap prima di poter tornare a riavvicinare area 17mila punti e nuovo massimo storico. Più compassato S&P500 ( – 1.52%) che pur aprendo in gap down riesce poi a chiuderlo prima di cedere la rialzista anche se poi non si avvicina al supporto dei 4604 punti. Vedremo se lo farà nella prossima ottava o se invece il ritorno alla normalità delle sedute e dei volumi gli permetterà di tornare sopra la resistenza dinamica che per la prossima settimana transiterà sui 4760 punti. Ricordiamo che il massimo storico è a 4819 punti registrati a gennaio 22.

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