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I Mercati tornano a guardare dati macro e trimestrali e si prospetta il rischio stagflazione

Si ammutoliscono le armi e gli investitori tornano a guardare i dati macro e le trimestrali societarie in attesa della riunione della FED che dopo il dato del PIL USA uscito decisamente sotto le attese si trova a dover effettuare una difficile scelta. Se fino adesso l’economia americana aveva proseguito nella sua crescita, quasi snobbando l’alto valore dei tassi di interesse, con l’uscita del PIL a + 1.6% contro le attese di un + 2.5% sono stati in molti a vedere immediatamente lo spettro della stagflazione , ossia quella fase economica nella quale si verificano contestualmente inflazione e stagnazione e per combattere la quale in genere le banche centrali operano alzando i tassi di interesse. Ma come ben sappiamo i tassi sono già decisamente alti e da tempo si attende che la FED inizi a tagliarli anche perchè l’inflazione pare essere discretamente sotto controllo anche se i dati PCE usciti l’altro giorno ci dicono che la discesa si sia fermata e si stia sostanzialmente fermi. La Yellen si è detta fiduciosa che il fenomeno inflattivo si stia progressivamente raffreddando ma sappiamo bene che Powell ha chiaramente detto che è ben disposto a tagliare i tassi ma deve avere conferme che la “bestia” inflazione sia effettivamente domata, e che se non ci sono effettive conferme di ciò allora per i tagli si deve attendere. E come abbiamo già detto la scorsa settimana attendere troppo potrebbe portare in rotta di collisione con le elezioni presidenziali ed il relativo “fermo operativo” della banca centrale che pertanto forse potrà operare un solo taglio forse solo a dicembre se non valuterà di poterlo fare a settembre. Diventa pertanto chiaro che l’inatteso calo del PIL americano crei adesso un forte mal di testa ai governatori centrali che con lo spettro stagflazione si vedranno costretti a rivedere tutta la situazione da un diverso punto di vista. Dopo i minimi della scorsa ottava i mercati avevano iniziato un piccolo rimbalzo aiutato anche dalle trimestrali americane uscite positive, per quanto a volte poi il mercato ha punito con vendite anche importanti per quelle aziende che hanno dichiarato di vedere un rallentamento per i prossimi trimestri. Poi i dati USA avevano gelato tutti, basti andare a guardare i grafici giornalieri dei vari indici per capire la portata del rischio di andare incontro ad un nuovo rialzo dei tassi al fine di combattere la stag. alla fine sono state ancora le trimestrali dei titoli tech, con forti numeri e con comune denominatore l’intelligenza artificiale a riportare coraggio e fiducia ed il + 4% del nasdaq ne è l’evidenza. Probabilmente andremo incontro ad un inizio di settimana tranquillo, in consolidamento di quanto recuperato in questa settimana e poi vedremo la direzionalità che prenderà in funzione di come la FED deciderà di muoversi. Se Powell si esporrà al rischio di annunciare una data per un primo taglio è probabile che si possa tornare a vedere una fase di risk-on sui Mercati e quindi niente ” sell in may and go away” per quest’anno. Se invece le parole del governatore della FED saranno molto caute o addirittura improntate ad un possibile rialzo per prevenire una fase di stagflazione allora è molto probabile che i mercati si metterano in modalità risk-off.
Sul fronte europeo in settimana si sono succedute alcune dichiarazioni di esponenti BCE e se non dovessero intervenire fattori nuovi pare molto probabile che nella prossima riunione di giugno Francoforte effettuerà il primo taglio, augurandoci che non sia troppo tardi per la fragile economia europea. E probabilmente guardando a questa fragilità che il presidente francese Macron in un discorso alla sorbona abbia parlato di una ” Europa che può morire” e chiedendo quindi immediate azioni per il rafforzamento della unione, sia dal punto di vista finanziario ma anche dal lato militare con un incremento degli armamenti ed un rafforzamento dei confini della unione.

Si conferma positivo anche questa settimana il FTSE-MIB ( + 0.96% e saldo 2024 a + 12.84%)

Tiene i minimi e supera i massimi delle ultime settimane tornando a testare i 34500 punti pur scendendo a 34250 in chiusura. L’elemento forse piu importante però è il ritorno dei volumi che sono stati in media ed in leggero incremento e ciò lascia sperare per un proseguo del movimento al rialzo. Primo obiettivo il ritorno al di sopra dei 34500 e a seguire quell’area 35mila punti che tra fine marzo ed inizio aprile si è dimostrata ostica resistenza.

Analisi FTSE-MiB Settimanale alla chiusura del 26/04/2024
Analisi FTSE-MiB Settimanale alla chiusura del 26/04/2024

Decisamente più tonica la candela disegnata dal DAX ( + 2.38% e saldo 2024 a + 8.41%)

festeggia il terzo rialzo consecutivo dell’indice IFO che certamente indica un chiaro segnale di crescita anche se la ripresa probabilmente non sarà forte. Come per Milano ha tenuto i minimi ma a differenza di Milano non ha superato i massimi della scorsa ottava però la chiusura è stata poco sotto. Importante il recupero dei 18mila punti ed ora l’indice tedesco ha come primo obiettivo l’andare a chiudere un gap appena sotto i 18400 punti sul grafico giornaliero, dopodichè l’obiettivo sul grafico settimanale è di tornare al test della resistenza dinamica che la prossima ottava transiterà sui 18716 punti.

Analisi DAX Settimanale alla chiusura del 26/04/2024
Analisi DAX Settimanale alla chiusura del 26/04/2024

La prossima settimana a Wall Street andranno di scena molte trimestrali interessanti a partire dai due colossi amazon ed apple passando per amd e qualcomm oltre alle varie paypal, mcdonalds, philips

Sarà un ulteriore banco di prova non tanto per gli utili quanto per le guidance che daranno per i prossimi trimestri. Interessante il punto di vista del capo degli investimenti di moneyfarm che sostiene che l’inatteso calo del PIL USA possa essere il segnale che i policymaker stavano aspettando per procedere all’avvio del taglio dei tassi in quanto finora la resilienza della economia a stelle e strisce li aveva resi cauti. A suo modo di vedere il taglio potrebbe far ripartire subito l’economia scongiurando pertanto la fase di stagflazione. Seconda candela di indecisione per il Dow Jones ( + 0.66% e saldo 2024 a + 1.46% che però si è posizionata leggermente sopra alla precedente dando cosi l’idea di una possibile per quanto flebile ripresa. Si conferma il supporto della scorsa ottava e si supera il relativo massimo portando lo sguardo verso ed oltre i 38500 punti. Molto bene invece il Nasdaq ( + 3.99% e saldo 2024 a + 5.30%) che recupera parzialmente la debacle della scorsa ottava pur rimanendo ancora distante dal test della resistenza dinamica, livello che per la prossima settimana sarà appena sotto i 18100 punti. anche per il listino tecnologico si è confermato il minimo ed anche i volumi in aumento che hanno accompagnato il recupero. Candela similare per S&P500 ( + 2.67% e saldo 2024 a + 6.92%) che recupera ma rimane sotto alla resistenza che transiterà sui 5205 punti per la prossima ottava, ma che se dovesse riuscire a superare la potrebbe proiettare in breve tempo a ritestare i massimi storici.

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