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Sono trascorsi circa mille giorni dal dicembre 2019 quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina)  segnalò all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella propria città  e il mondo che si apprestava a celebrare un sereno Natale si trova oggi sull’orlo di un conflitto mondiale ed alle prese con una conseguente crisi energetica ed economica. L’incredibile serie di eventi concatenati tra loro che ci ha portati in questa seria e critica situazione, si arricchisce in questi giorni di nuovi eventi quali un referendum di annessione nelle zone occupate, di una chiamata parziale alle armi che ha provocato la fuga all’estero di migliaia di cittadini russi e la minaccia decisamente non velata delle autorità russe di usare armi nucleari. Come se ciò non bastasse in tutto il mondo stanno avvenendo eventi naturali come terremoti, uragani e tsunami ed eventi umani come attacchi terroristici nella tranquiila Islanda e repressioni con morti  in Iran.

Non dovrebbe pertanto sorprendere se nella sola giornata di venerdi l’ndice Stoxx 600 ,che raggruppa i principali titoli europei, abbia bruciato oltre 230 miliardi di euro di capitalizzazione.

Dopo Samarcanda proseguono le prese di posizione ufficiali di Cina, India e Turchia , che all’apparenza paiono solo delle tiepide precisazioni ma che al Cremlino vengono mal digerite in quanto sempre piu solo. Immaginiamo che sotto traccia sopratutto la Cina stia lavorando per porre fine ad un conflitto andato molto oltre i tempi previsti e con danni economici per tutti e che non stà portando a niente se non a compattare il mondo occidentale.

Peggior listino di settimana il nostro FTSE-MIB ( – 4.72% e saldo 2022 a – 22.97%)

Oltre a quanto sopra paga anche l’incertezza sul voto delle elezioni politiche e non è detto che dalle urne uscirà un risultato che garantirà stabilità e govenabilità per i prossimi 5 anni. Graficamente la settimana si è chiusa con la perdita del supporto dei 21150 punti che lascia presagire un nuovo test del livello successivo sui 20540 punti, che se dovesse a sua volta cedere porterebbe Milano con molt probabilità ad andare a chiudere il gap a 19822 punti lasciato aperto aperto a novembre 2020. Da segnalare però che la brutta candela non è stata accompagnata da volumi particolarmente elevati. Primo livello di resistenza i 21150 e a seguire i 21500 punti.

Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale alla chiusura del 23/09/2022
Analisi tecnica FTSE-Mib settimanale alla chiusura del 23/09/2022

Se Milano è stato il peggior listino di settimana, il migliore è stato il DAX ( – 3.58% e saldo 2022 a – 22.67%)

…nonostante abbia registrato un nuovo minimo annuale scendendo a testare l’area supportiva 12100/11900 con volumi in calo e tornati sotto la media. Se l’area di tenuta compirà il proprio lavoro allora l’indice tedesco risalendo incontrerà la prima resistenza nell’area 12500/12650 punti, altrimenti dovrà guardare al livello supportivo successivo sui 11430 punti.

Analisi tecnica DAX settimanale alla chiusura del 23/09/2022

Perdite pesanti a Wall Street

L’America paga le parole di Powell dopo il nuovo rialzo dei tassi e la conferma della ferma volontà di riportare l’inflazione all’obiettivo del 2%. Questo significa che la FED alzerà ancora di circa 1.25% i tassi ancora in questo 2022 e di proseguire nel caso nel 2023 e non è detto che nel 2024 possa iniziare a fare marcia indietro, vorrà prima raggiungere l’obiettivo e quindi vederlo stabilizzato prima di una qualsiasi marcia indietro. Naturalmente Powell è consapevole che questa cura da cavallo porterà ad un rallentamento della crescita, prevista ad un + 0.2% a fine anno e che la disoccupazione aumenterà nel corso del 2023, ma ha detto che il pericolo maggiore viene dalla inflazione. Migliore dei listini a Wall Street è stato il Dow Jones ( – 3.99% e saldo 2022 a – 18.57%) che però è l’unico dei tre ad aver perso il supporto e ad aver segnato un nuovo minimo annuale e che se non reagisce prontamente pare destinato a scendere al livello successivo dei 28170 passando a chiudere il gap a 28495 punti. Prima resistenza i 29750 punti. Nonostante il pesante calo, il Nasdaq ( – 4.63% e saldo 2022 a – 30.69%) non scende a segnare un nuovo minimo annuale, anche se in realtà ci è andato molto vicino. Dovesse perdere gli 11mila punti pare probabile un test del supporto sui 10670 punti, mentre se andasse incontro ad una reazione troverebbe una prima resistenza sui 12200 punti dove si incrociano un livello statico ed uno dinamico. Situazione similare per S&P500 ( – 4.65% e saldo 2022 a – 22.51%) che tiene il minimo annuale e si allontana dal supporto dei 3600 punti pur rimanendo distante dalla prima resistenza posta sui 3860 punti.

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