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Leggendo semplicemente i “numeri” della performance settimanale dei vari indici si potrebbe pensare ad una settimana interlocutoria in attesa di un qualche evento che potesse dare una scossa ai mercati. In realtà la settimana di eventi ne ha vissuti più di uno e basta guardare i grafici per rendersene conto. La settimana si era aperta con una nuova provocazione degli USA alla Cina con la firma di un disegno di legge che prevede sanzioni a Pechino per le violenze contro la minoranza Uiguri e per farne chiudere i campi di rieducazione. Neanche il tempo di attendere la reazione cinese che Trump esternava la possibilità di rinviare un qualsiasi accordo con la Cina a dopo le elezioni del 2020, alchè i mercati hanno accentuato le discese vedendo allontanarsi di almeno un anno qualsiasi accordo e sopratutto la conferma dei nuovi dazi all’oramai vicino 15 dicembre. Le diplomazie cercavano di minimizzare lasciando trapelare che in realtà i colloqui stavano proseguendo alacremente per giungere ad una fase 1 entro il 15 dicembre ed evitare l’avvio delle nuove imposizioni. Ma il vero colpo a sorpresa è stato il dato USA sul lavoro di venerdi che è uscito nettamente sopra le attese ed ha ridato slancio a tutti i listini portandoli ad un soffio dalla parità per l’intera settimana. Sulla scia di ciò e se non dovessero accadere ulteriori colpi di scena ( ma con Trump che deve distogliere l’opinione pubblica dalle accuse di impeachment tutto è possibile…) pare a questo punto probabile che si potrà assistere ad un rally natalizio del mercato azionario.

Chiusura leggermente negativa per Piazza Affari ( – 0.32% e saldo 2019 a + 26.52%) ma una lower shadow di circa 600 punti rende l’idea della volatilità di questa settimana.

Possiamo anche vedere le cose con una ottica positiva se pensiamo che si è chiuso un gap a 22946, che i volumi per quanto in aumento rispetto alla settimana precedente sono rimasti sotto alla media ( quindi non è stato un selloff), che non è stato neanche toccato l’importante supporto in area 22500 punti e che si è chiuso sopra il supporto dei 23130 punti. Tutti fattori positivi che non possono non lasciarci fiduciosi per il proseguimento del movimento che adesso dovrà prima tornare a confrontarsi con area 23600 punti circa e solo dopo averne avuto ragione si potrà puntare a quel livello dei 24mila punti che da anni pare un limite per Piazza Affari.

Analisi Tecnica FTSE-Mib settimanale al 07 dicembre 2019
Analisi Tecnica FTSE-Mib settimanale al 07 dicembre 2019

Ragionamento sostanzialmente identico per il DAX ( – 0.52% e saldo 2019 a + 24.70%) che ha chiuso il gap a 12992 punti e ha avuto volumi in aumento ma rimasti sotto la media.

Rispetto a Milano ha tenuto il primo supporto in area 13mila punti e però ha chiuso appena sotto il livello dei 13200 punti. Piccoli particolari in un complesso tutto sommato assimilabile. Se come scritto in precedenza ci sono tutti i presupposti per un rally di Natale ecco che la fase di congestione del DAX potrebbe lasciare lo spazio ad un allungo verso i nuovi massimi storici in area 13600 punti.

Analisi Tecnica DAX settimanale al 07 dicembre 2019
Analisi Tecnica DAX settimanale al 07 dicembre 2019

Non cambia il copione passando dall’altro lato dell’oceano.

Del resto in questo mondo oramai diventato un villaggio globale vi è una tendenza ad uniformarsi. Il Dow jones ( – 0.13% e saldo 2019 a + 20.09%) lascia sul grafico una candela che pare disegnata ad arte……è scesa a chiudere il piccolo gap a 27347 e a testare il supporto per poi ripartire al rialzo e chiudere sopra la rialzista che si conferma nuovamente come supporto dinamico. Anche in questo caso osserviamo volumi in aumento rispetto alla precedente ottava ma ancora sotto la media, a testimoniare che le vendite non siano state quelle di un selloff generale da panico. Candela analoga per il Nasdaq ( – 0.07% e saldo 2019 a + 32.66%) che in pratica ha aperto e chiuso allo stesso livello disegnando una Dragonfly doji , la cui lower shadow non è però scesa fino al test della rialzista di breve. La chiusura appena sotto al livello della chiusura precedente lascia intatte le opportunità di vedere un nuovo allungo per la prossima ottava ed un primo possibile test della rialzista di lungo che passerà in area 8600 punti. Ancora meglio la candela dello S&P500 ( + 0.15% e saldo 2019 a + 25.49%) , molto simile alla Dragonfly vista sul Nasdaq, con la differenza che in questo caso è riuscita a chiudere in territorio positivo, unico indice questa settimana, ma lo ricordiamo l’indice per eccellenza e pertanto tale segnale non deve essere sottovalutato. Tale close è il nuovo massimo storico a livello di close e basteranno pochi punti per superare i 3154 che sono il massimo storico assoluto di questo indice.

Buon trading!

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