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Settimana negativa per i Mercati azionari con Wall Street decisamente peggiore dei listini europei. In attesa del primo meeting annuale della Fed che si terrà i prossimi 25 e 26 gennaio sale la tensione tra gli investitori, che spaventati dai rialzi del rendimento del Treasury ora temono fino a sette rialzi dei tassi nel corso di quest’anno a partire da un primo immediato di 0.50 basis point. Fino a poche settimane fà si parlava di due o tre rialzi da 0.25 basis point ciascuno, pertanto è chiaro che si sia innescata una reazione di vendita, forse eccessiva, sui listini azionari. Prima cosa si dovrà attendere la decisione della Fed e ascoltare con attenzione le parole di Powell, anche perchè gli ultimi dati del lavoro USA non sono stati eccezionali. Poi vedremo come reagirà il Mercato, se userà la testa o andrà ancora di pancia come in queste ultime sedute. Sul fronte europeo abbiamo avuto cali decisamente contenuti rispetto ai listini d’oltreoceano, per quanto i mercati seguano quanto succede a Wall Street non si devono far passare in secondo piano le parole del presidente della BCE Lagarde che ha detto che l’inflazione nell’area euro è certamente alta ma che calerà nel corso di quest’anno e che un rialzo dei tassi al momento avrebbe piu svantaggi che vantaggi per l’economia. Sul fronte pandemia pare che si sia arrivati al picco della Omicron e che a breve inizi il calo della curva, con relativa riduzione della pressione sul sistema sanitario e di conseguenza delle restrizioni, sempre che non si presenti poi una nuova variante…….

Settimana negativa per Piazza Affari ( – 1.75% e saldo 2022 a – 1.04%) che pur tuttavia si conferma il migliore dei listini.

Perso il supporto dei 27500 punti Milano è rimasto sopra il livello successivo dei 26680 fermando la discesa in area 26800 punti e chiudendo l’ottava sopra i 27mila punti. Vedremo se lunedi, a seguito dello scivolone finale di Wall Street , verrà messa pressione sui 26680, il cui cedimento potrebbe portare Milano a ritestare area 25800 punti, mentre la sua tenuta ridarebbe lo spunto verso i 27mila prima e i 27500 poi. Da notare che nonostante la discesa i volumi siano rimasti nella media.

Analisi Tecnica Ftse-Mib settimanale alla chiusura del 21/01/2022
Analisi Tecnica Ftse-Mib settimanale alla chiusura del 21/01/2022

Sostanzialmente simile a Milano la situazione del Dax ( – 1.75% e saldo 2022 a – 1.77%)

Ha perduto anch’esso il primissimo supporto dei 15700 ma si è mantenuto sopra il livello sottostante dei 15330 fermandosi oltre un centinaio di punti sopra. anche in questo caso abbiamo una lower shadow e volumi in media e non da selloff, dobbiamo però ricordare che lo scrollone wall street lo ha avuto nel finale quando oramai i mercati europei erano già chiusi. Dovesse cedere il supporto dei 15330 la discesa del listino tedesco dovrebbe essere contenuta poi dalla rialzista di medio che transiterà sui 15150 punti e ancora sotto un nuovo supporto in area 15mila punti. La tenuta dei supporto potrebbe riportare l’attenzione verso i 15700 prima ed i 16mila punti poi.

Analisi Tecnica Ftse-Mib settimanale alla chiusura del 21/01/2022
Analisi Tecnica DAX settimanale alla chiusura del 21/01/2022

Terza settimana del 2022 e terza settimana di cali a Wall Street che amplia le perdite per l’anno in corso con un effetto valanga.

Ottava decisamente pesante e perdita di livelli importanti che se non prontamente recuperati potrebbero influenzare i prossimi mesi. Partiamo dal Dow Jones ( – 4.58% e saldo 2022 a – 5.70%) che è il miglior listino settimanale e annuale a Wall Street, ma che come vediamo sul grafico ha perso completamente il canale rialzista e andando a mettere pressione sul minimo relativo precedente sui 34mila punti, minimo che però in close era stato riassorbito all’interno del canale ! Abbiamo riportato sul grafico in blu due livelli supportivi intermedi a 34mila e 33650 punti, rimane in rosso il livello piu importante in area 33250. Da notare i volumi in media ed in calo rispetto le scorse settimane, ma lunedi scorso i mercati USA erano chiusi per festività. Decisamente peggio vanno le cose per il Nasdaq ( – 7.51% e saldo 2022 a – 11.53%) che invece i volumi li presenta sopra la media ed in rialzo rispetto la scorsa ottava, pur con una seduta in meno. Pare in atto una rotazione di portafoglio con i titoli value che sopravanzano i titoli growth, o come dicono in USA è la rivincita del “vecchio” Buffett contro la “giovane” Cathie Wood e il suo fondo Ark. Graficamente il Nasdaq ha perso questa settimana due livelli importanti, i 15150 che la scorsa ottava avevano permesso la tenuta e quindi anche il piu importante 14770, lasciando pertanto l’onere della tenuta alla base dell’hammer di inizio ottobre scorso quando i corsi si fermarono a 14380 punti. Nasdaq si è fermato solo una cinquantina di punti sopra, ma non è detto che non scenda ancora in attesa della FED e vada anche a testare l’area tra i 13900 ed i 14mila punti, area che presenta due livelli statici ed una rialzista di medio periodo ad offrire supporto. Primi livelli di resistenza adesso i 14770 e a seguire i 15150 punti. Pesante anche la settimana per S&P500 ( – 5.68% e saldo 2022 a – 7.73% ) che rispetto al Nasdaq evita di perdere il supporto dei 4370 dopo aver bucato con facilità quello a 4530, che diventa ora il primo livello di resistenza. Vedremo se 4370 resisterà fino alla riunione della FED o se invece capitolerà lasciando al principale indice americano la possibilità di andare al test dell’area 4250 punti dove transitano un livello statico ed una rialzista di lungo periodo, previo passaggio sui 4280 , minimo relativo precedente.

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