Nasdaq e S&P500 salgono ancora e solo Milano tiene il passo
Guardando i grafici settimanali si notano molte candele che presentano lunghe ombre, sia superiori che inferiori, e questo denota come la settimana sia stata decisamente volatile. Del resto il cessate il fuoco in MO è continuamente disatteso da ambo le parti o almeno queste sono le notizie che ci giungono, notizie che poi vengono quasi sempre smentite. I Mercati però sono molto attenti a cercare di capire come si potrà evolvere la situazione e pertanto a qualsiasi parvenza di notizia, positiva o negativa, reagiscono e lo fanno anche in maniera esagerata in un verso e nell’altro. Mancano le certezze e sappiamo bene come nell’incertezza i Mercati diventino particolarmente nervosi e suscettibili. Probabilmente l’ago della bilancia diventerà ora la Cina che in settimana riceverà la visita del presidente USA, dopo aver ricevuto nei giorni scorsi il ministro degli esteri iraniano. Il forte interesse cinese affinché la circolazione nello stretto di Hormuz possa tornare alla normalità nel più breve tempo possibile potrebbe essere un motivo forte per cercare di obbligare le parti ad un accordo, certamente il presidente americano starà molto attento all’evitare in tutti i modi di perdere la faccia a pochi mesi dalle fondamentali elezioni di mid term di novembre. In patria la sua popolarità è scesa ai minimi, la gente è contraria al conflitto in MO, ai dazi imposti anche perché le promesse fatte di rendere al popolo una parte di quei soldi sono al momento ancora tali.
FTSE-MIB ( + 2.16% e saldo 2026 a + 9.67%)
Settimana positiva per il FTSE-MIB ( + 2.16% e saldo 2026 a + 9.67%) che è stato l’unico listino europeo a guadagnare oltre il punto percentuale e si conferma miglior listino europeo per l’anno in corso. Dopo l’apertura in leggero gap up è poi sceso fin quasi a testare il supporto statico dei 47181 punti ( minimo di settimana a 47428 punti) per poi riprendere la via del rialzo ed allungarsi fino a 49898, illudendoci che potesse tornare al test di quota 50mila punti, per poi tornare verso il bordo superiore del canale rialzista a 49285 e chiudere l’ottava 4 punti sopra a 49289 punti. Volumi tornati in media dopo quelli ridotti delle scorse settimane che avevano delle festività. L’aver chiuso sui livelli del bordo superiore del canale lascia il nostro indice libero di oscillare sopra e sotto e solo quando vi saranno certezze è probabile che si prenderà una direzione chiara. Certamente dopo il repentino recupero a V e le due candele di assestamento, la candela attuale lascia intendere che la direzione preferita sia quella al rialzo, ma sappiamo bene che le variabili in campo sono veramente molte.

DAX ( + 0.19% e saldo 2026 a – 0.62%)
Situazione decisamente diversa per il DAX ( + 0.19% e saldo 2026 a – 0.62%) che in settimana era salito bene e fino a 25152 punti, superando prima la resistenza dinamica e poi quella statica a 24828 punti, lasciando intendere che il nuovo massimo storico fosse possibile già in settimana. Poi ci si è girati al ribasso e l’indice tedesco si è rimangiato tutto quanto fatto di buono ed rientrato sui livelli di apertura, peraltro con volumi che sono stati decisamente sopra alla media. La lunga upper sadow accompagnata da forti volumi e soprattutto la negazione delle rotture delle resistenze peserà sul sentiment degli investitori che in aggiunta devono fare i conti con il molto deludente dato della produzione industriale e delle nuove minacce USA di dazi agli autoveicoli europei.
Primo supporto i 24mila punti che già in settimana hanno tenuto ( minimo a 23974) mentre la resistenza dinamica sarà a 24725 punti e quella statica poco sopra a 24828 punti.

Eurostoxx50 ( + 0.51% e saldo 2026 a + 2.07%)
La più classica delle long legged doji si è disegnata sul grafico delle blue chips europee ( + 0.51% e saldo 2026 a + 2.07%) ed esemplifica chiaramente la volatilità di questa settimana. Apertura in linea alla chiusura precedente, discesa al test del supporto, inversione e salita fino al test dei massimi di metà aprile e poi nuova discesa per tornare poco sopra il prezzo di apertura. Il tutto con volumi sopra alla media a segnalare che gli operatori hanno scambiato e partecipavano alle varie fasi di mercato. In finale però non è cambiato nulla e ci si ripresenta alla nuova ottava con il primo supporto a 5732 e la prima resistenza a 6074 punti.

Wall Street
In USA vi è un ampio dibattito aperto sulla strana coincidenza di grossi ordini di compravendita di futures sul petrolio tant’è che la Commodity Futures Trading Commission ha avviato una indagine. A far pensare male è soprattutto la tempistica con la quale vengono effettuate queste operazioni, generalmente pochi minuti prima che sul mercato arrivino notizie che di fatto provocano movimenti di una certa portata. La questione è decisamente molto delicata e la cerchia delle persone a conoscenza di determinate informazioni non è poi cosi grande. Attenderemo sviluppi ma probabilmente finirà a tarallucci e vino.
Unico listino a Wall Street a non festeggiare con nuovi record è il Dow Jones (+ 0.22% e saldo 2026 a + 3.22%) che oramai da 4 settimane deve fare i conti con la forte resistenza dinamica che impedisce di rientrare nel canale rialzista partito il secondo semestre dello scorso anno. Sono anche tre settimane che il supporto dinamico effettua il suo lavoro e cosi l’indice della old economy disegna candele a corto raggio ingabbiate in questi due livelli. Per la prossima settimana il supporto sarà a 49044 punti mentre la resistenza a 50178, vedremo se riuscirà a prendere una direzione definita.
Dopo le ultime tre settimane dove le candele erano man mano più corte, ci si attendeva che il listino tecnologico potesse andare incontro ad una settimana di assestamento ed invece il Nasdaq ( + 5.50% e saldo 2026 a + 15.78%) ha piazzato la zampata schiacciando sull’acceleratore, lasciando sul grafico una long candle ineccepibile. Frantumato il precedente massimo storico che ora è 29234.99 stesso prezzo della chiusura a denotare forza fino alla fine. Siamo alla sesta candela positiva consecutiva, quasi 6mila punti di salita ininterrotti. Vero che le trimestrali delle big tech hanno spazzato via alcuni dubbi relativi ai costi della AI, ma è altrettanto vero che forse siamo in eccesso. Il presidente americano ha invitato al suo seguito per il viaggio in Cina molti CEO delle big tech, chissà se stia pensando a delle riaperture al mercato cinese……
Sulla scia del listino tecnologico anche S&P500 ( + 2.33% e saldo 2026 a + 8.08%) ha registrato un nuovo massimo storico a 7401 punti, però poi ha chiuso a 7398 che resta in ogni caso un risultato notevole. La situazione è molto similare a quella descritta in precedenza e pertanto è probabile che i due listini continueranno ad andare a braccetto. La domanda che gira ora a WS è se si vedrà prima il record a 7500 o il retest a 7mila punti.



CAC40 ( – 0.02% e saldo 2026 a – 0.45%)
Altra long legged doji, anche se questa vede l’ombra superiore maggiore di quella inferiore, in ogni caso Parigi ( – 0.02% e saldo 2026 a – 0.45%) ci aveva illuso superando di slancio ben due livelli di resistenza, rispettivamente 8170 e 8267, per poi andare a testare con precisione la resistenza dinamica costituita dal bordo inferiore del canale rialzista a 8366 ( massimo a 8361) e quindi fare dietrofront e tornare al punto di partenza. Di positivo la tenuta del supporto statico a 8076, dopo che era stato bucato con un minimo di ottava a 7956 punti. Candela da 400 punti di range che equivale ad un 5% del valore dell’indice, a denotare quanta volatilità ci sia stata. Per la prossima settimana supporto a 8076 e resistenze a 8170 e 8267

FTSE100 ( – 1.26% e saldo 2026 a + 3.04%)
Peggior listino di settimana il FTSE100 ( – 1.26% e saldo 2026 a + 3.04%) che perde nuovamente il canale rialzista . Qui a pesare sono l’esito delle elezioni con l’attuale partito al governo che perde ovunque ed anche in malo modo e naturalmente questo si riflette sui Mercati come possibile fase di incertezza ed indecisione e sappiamo come i Mercato detestino tali situazioni. Per la prossima settimana un ritorno sopra i 10396 punti significherebbe rientrare nel canale rialzista e mettersi alle spalle lo scivolone, ma se ciò non dovesse accadere ecco che molto probabilmente si tornerà a guardare al livello dei 10mila punti come supporto e in caso di cedimento ci saranno i 9760 a frenare la discesa, come già fatto a fine marzo.

IBEX35 ( + 0.61% e saldo 2026 a + 3.36%)
Altra long legged doji ma questa vede una leggera prevalenza dell’ombra inferiore ed infatti Madrid ( + 0.61% e saldo 2026 a + 3.36%) lascia sul grafico una candela di maggiore prospettiva. Tenuta del supporto dei 17512, con minimo a 17308 e test preciso della resistenza dinamica, quale è il bordo inferiore del canale rialzista a 18206, per chiudere a 17889 dopo un massimo a 18217 punti. Se nella prossima settimana l’Ibex35 riuscirà a riportarsi oltre i 18312, rientrando quindi nel canale rialzista, le cose torneranno a mettersi bene, se invece non ci dovesse riuscire sarà importante non perdere i 17512 del supporto.


