Un buon Ottobre

Si è chiuso il mese di ottobre e lo ha fatto in maniera positiva e corale dopo che gli ultimi due mesi era mancato all’appello il DAX con performance leggermente negative. Se poi pensiamo all’americano ” sell in may and go away” basato sulla teoria secondo cui il periodo da novembre ad aprile compreso presenta una crescita del mercato azionario significativamente più forte in media rispetto agli altri mesi ecco che davanti a noi si prospetta qualcosa di interessante. Aggiungiamo anche che in questa settimana ci sono stati una serie di avvenimenti che tutti sommati sono certamente di portata positiva ed il quadro pare decisamente completo. Si tratta ora di capire se il Mercato avesse già prezzato tutto e quindi si rischia il più classico dei sell on news o se invece vi siano ancora spazi per il rally di natale. Si è molto parlato dell’incontro tra Trump e Xi e sulla tregua di un anno che le parti hanno concordato. Si tratta appunto di una semplice tregua e non della soluzione dei problemi, ma in questo momento tale risultato va bene ad entrambe la parti, e di riflesso a tutto il resto del globo. Come è stato sottolineato da alcuni financial strategist, questa tregua permette agli USA una spinta deflazionista ( che hanno inflazione alta) mentre le implicazioni sono reflazioniste per una Cina che di inflazione ne ha troppo poca. Pertanto una mano lava l’altra e tutte e due lavano il viso. Chi cerca di capire se l’accordo convenga di più all’una o all’altra parte perde di vista che di fatto conviene a tutte e due, garantendo anche il tempo per poter poi trovare una soluzione condivisa di ampia portata. Sorride anche l’EU in quanto l’allentamento delle restrizioni all’esportazione delle terre rare dalla Cina non è ristretto ai soli USA e l’ulteriore apertura sulla questione Nexperia ridà ossigeno al settore automotive europeo che era già in carenza di chip. Altra questione rilevante è quella sui dazi con il Senato USA che approva ( di misura e con il voto di alcuni repubblicani) una risoluzione che abrogherebbe i dazi doganali imposti dal Presidente Donald Trump al Canada, dopo aver approvato martedì una risoluzione analoga che prevede l’abrogazione delle tariffe sul Brasile. Ed il presidente canadese ha avuto un incontro col presidente cinese XI, era dal 2017 che non avveniva un incontro al vertice tra le due parti anche per via di relazioni tese dopo una disputa diplomatica del 2018 e sono bloccati in una disputa commerciale dal 2024. I due leader hanno espresso l’intenzione di ridurre la tensione, ora la tensione più forte è fra il Canada e gli Stati Uniti , che di recente ha incrementato di un ulteriore 10% i dazio sulle merci canadesi dopo una campagna anti-tariffe del governo canadese in cui si evocava Ronald Reagan. Una campagna per la quale Carney ha detto di essersi “scusato” con Washington.
Con la Cina “abbiamo ora aperto la strada per affrontare le questioni attuali”, ha dichiarato Carney ai giornalisti nella città sudcoreana di Gyeongju. “Ho incaricato i nostri ministri e funzionari di lavorare insieme per trovare soluzioni alle sfide attuali e per identificare aree di cooperazione e crescita”, ha aggiunto il premier liberale canadese. Difficile però pensare che Canada ed USA non tornino a sedersi ad un tavolo per risolvere le loro dispute, lasciando beneficiare la Cina delle loro tensioni.
L’indice Pmi manifatturiero della Russia scivola a 48 punti in ottobre contro il 48,2 di settembre, segnando il calo più evidente dallo scorso luglio. Alla base della contrazione il passo indietro segnato da ordini e produzione, che hanno costretto le fabbriche ad azzerare le proprie scorte per ridurre i costi operativi.

Nel complesso buona la settimana a Milano ( + 1.62% e saldo 2025 a + 26.29%) che si riporta ad un soffio dai 43500 punti ( 43493 il massimo) per poi chiudere a 43175 con volumi in leggero aumento.

Peccato la upper shadow, per quanto non molto pronunciata, auguriamoci che si possa subito riassorbire anche se la notizia uscita a mercati chiusi del sequestro di azioni campari alla società controllante di certo impatterà, a tale riguardo vi rinviamo al video postato sul nostro canale yt. Se in ogni caso si riuscirà a rimanere all’interno del box di congestione sui massimi sarà un bel segnale di forza, in attesa che la situazione si chiarisca. Confermiamo che se si dovessero perdere i 42mila punti si dovrà guardare alla tenuta di area 41500 / 41600 punti.

La tregua delle esportazioni delle terre rare è stata sicuramente molto ben accolta in Germania

dopo che in settimana un sondaggio condotto dall’ IFO aveva evidenziato come oltre il 10% delle aziende avesse segnalato colli di bottiglia nelle forniture, con un netto incremento dal dato che era al 7% a luglio e a 3.8% ad aprile. Di certo 12 mesi non saranno la panacea di tutti i mali ma daranno il tempo di trovare soluzioni durature senza rischiare il fermo impianti. Candela tutta rossa per il DAX ( – 1.16%L’indice e saldo 2025 a + 20.34%) che però chiude sopra alla rialzista confermandone la valenza di supporto dinamico. Per la prossima settimana transiterà a 23915 punti, ma la notizia positiva arrivata dall’asia dovrebbe riportare positività su un listino pieno di titoli automotive.

Prima parte di settimana positiva per lo STOXX50

si è allungato fino ai 5734 punti prima di invertire la rotta e lasciare sul grafico una candela decisamente brutta, chiusa a 5662 punti dopo un minimo a 5654 punti e con volumi in aumento. Vero che siamo ancora lassù e potrebbero anche essere solo prese di beneficio dopo il breakout, però un primo campanello di allarme si è fatto sentire. Se nella prossima ottava si tornerà sopra i 5700 allora tutto a posto, altrimenti sarà da aspettarsi un retest dei 5522

A Wall Street il “freno” questa settimana l’ha tirato il presidente della FED Powell

quando nella conferenza stampa a seguito dell’atteso taglio da 25 bp ha dichiarato che non è assolutamente certo, come il mercato si attendeva, che a dicembre vi sarà un nuovo taglio , come sempre dipenderà dai dati, dati che in questo momento non si conoscono a causa del perdurare dello shutdown governativo. Di contro la trimestrale di amazon ha aperto spazi di notevole crescita per il futuro ( altri 5 miliardi di investimenti in data center in corea del sud) e l’accordo di Nvidia per la fornitura alla Corea del Sud di oltre 260mila chip avanzati annunciato all’ APEC non fa che aumentare l’attesa per i dati che il CEO Jensen Huang renderà noti il prossimo 19 novembre. Ricordiamo che Trump, dopo l’incontro con Xi ha autorizzato Nvidia a riprendere le vendite in Cina. Il grosso dibattito ora è sul fatto se l’intelligenza artificiale sia o meno una bolla speculativa e se lo è rimane da capire se si sia prossimi allo scoppio o ci sia ancora del tempo prima che possa accadere. Nuovo record per il Dow Jones ( + 0.75% e saldo 2025 a + 11.80%) che apre in gap up e si allunga fino ai 48040 punti per poi cedere dopo le parole di Powell e chiudere a 47562 punti con un minimo a 47347 che lascia aperto un piccolo gap. La chiusura è sopra la rialzista ma la candela è decisamente brutta con quella upper shadow che pesa sulla testa. Una eventuale discesa sotto la rialzista a chiudere il gap e poi un pronto ritorno al di sopra potrebbe essere un movimento positivo, resta però che si debba tornare sopra i 48mila. volumi decisamente elevati. Situazione assolutamente simile sul Nasdaq ( + 1.97% e saldo 2025 a + 23.06%) con un netto gap up ed altrettanto importante upper shadow, i volumi elevati ma non cosi tanto come sul DJ. Nuovo massimo storico a 26182 punti e chiusura a 25858 punti. Anche qui una eventuale chiusura del gap e poi ripartenza non sarebbe affatto una brutta cosa mentre lo sarebbe tornare sotto i 25mila punti. Stesso copione per S&P500 ( + 0.71% e saldo 2025 a + 16.30%) che segna il nuovo record a 6920 punti per poi chiudere a 6840 punti, lasciando la stessa candela brutta sul grafico. Vale quanto già detto per gli altri panieri, chiusura gap e ripartenza sarebbe ok, meglio con ritorno oltre 6900, ma basterebbe una chiusura di ottava positiva. Male un ritorno sotto i 6500

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