Povera vecchia Europa !

Settimana corta quella che si è appena conclusa con Wall Street chiusa giovedì per la festa del Ringraziamento e con la mezza seduta di black friday, e come sempre quando manca il faro del mercato americano il resto dei listini vivacchiano. Ad ogni modo l’esito della settimana è stato positivo per tutti i listini mentre la chiusura mensile ci racconta di un mese sostanzialmente flat con ben 5 dei listini che seguiamo che hanno avuto una oscillazione di mezzo punto percentuale o meno e solo il nasdaq ha perduto oltre un punto e mezzo. Eppure non sono mancati gli argomenti in questa settimana, sia di natura economico finanziaria che di politica ed anche di fanta politica. 

Partiamo dalle voci sempre più insistenti che vedono in Kevin Hessent, attuale direttore del consiglio economico nazionale alla Casa Bianca, come nuovo presidente della FED. Al momento nessuna decisione pare sia stata ancora presa ma entro Natale il nome dovrebbe essere reso noto. I Mercati in ogni caso vedono realistico un taglio della FED alla prossima riunione ed almeno altri due tagli nel primo semestre 2026, a maggior ragione con un presidente della FED in linea con la Casa Bianca.

Rimanendo in tema di banche centrali registriamo le parole della presidente della BCE Lagarde la quale conferma che gli attuali livelli dei tassi di interesse rendono l’eurozona “ben posizionata” per far fronte all’inflazione, confermando le attese del mercato per un mantenimento dei tassi nella riunione della Bce del 18 dicembre. 

 “I tassi di interesse che abbiamo stabilito negli ultimi meeting sono, a mio avviso, fissati correttamente” “Continuo a ritenere che siamo in una buona posizione alla luce del ciclo dell’inflazione, che siamo riusciti a tenere sotto controllo”.

Dopo l’ultimatum di Trump a Zelenskij dello scorso 22 novembre di decidere entro il 27 , ossia per la festività USA del Ringraziamento ( queste le parole del presidente americano : «Penso che l’Ucraina dovrebbe affrettarsi ad accettare il piano di pace, quest’inverno sarà freddo. Zelensky dovrà approvare il piano americano. Se non gli piace, può continuare a combattere. Credo che sappiate che se non lo accetta, il sostegno degli Stati Uniti verrà negato. Credo che la pace tra Ucraina e Russia arriverà presto».) l’Europa ha fatto sentire la sua vicinanza a Kiev ed il WSJ ha pubblicato un piano segreto della Germania, datato 2022, per una eventuale guerra contro Mosca, piano che sarebbe ora in fase di attuazione. Ma il quotidiano finanziario pubblicato a NY e stampato in oltre 2 milioni di copie al giorno ( nell’era digitale !) riporta anche che  un’agenzia di intelligence europea ha condiviso segretamente informazioni con altri stati europei sui dettagli di «piani commerciali ed economici» che l’amministrazione Trump stava segretamente perseguendo con la Russia. 

«Fare soldi, non fare la guerra». Titola così il Wall Street Journal, sostenendo che il vero piano del presidente americano Donald Trump per l’Ucraina sia finalizzato non tanto al raggiungimento della pace, quanto a far sì che Stati Uniti, Russia e Ucraina diventino partner commerciali. Citando fonti vicine ai colloqui, il giornale scrive che il Cremlino ha proposto alla Casa Bianca di raggiungere la pace tramite gli affari e che, con grande costernazione dell’Europa, Washington si è trovata d’accordo sulla linea proposta da Mosca. Il Wsj spiega che il piano illustrato da Dmitriev consentirebbe alle aziende statunitensi di attingere ai circa 300 miliardi di dollari di asset della banca centrale russa congelati in Europa per progetti di investimento russo-americani e per la ricostruzione dell’Ucraina nel dopoguerra. Inoltre, le aziende statunitensi e russe potrebbero unirsi per sfruttare le ricchezze minerarie dell’Artico, ha sostenuto Dmitriev.

Nelle conversazioni con Witkoff e Kushner, la Russia ha chiarito che preferirebbe che intervenissero le aziende statunitensi, non i rivali europei.

In pratica la Russia riuscirebbe ad usare i beni congelati in europa in quanto gli americani li prenderanno come pagamento per i lavori di ricostruzione, soldi che per la Russia erano ormai persi e che si toglie un gran sassolino dalle scarpe nei confronti delle molteplici sanzioni ricevute dal vecchio continente. L’Ucraina sarà costretta a cedere ulteriori risorse del sottosuolo e le aziende americane eseguiranno i lavori, con buona pace dei politici europei che hanno sempre creduto di poter effettuare la ricostruzione in Ucraina visto il loro impegno a supporto di Kiev.

Povera vecchia Europa !

 “Abbiamo faticosamente accompagnato un percorso che ha l’ambizione di arrivare al 3 per cento (il deficit, ndr) quest’anno: non sappiamo se un pelo sopra o sotto dipende da una serie di fattori dell’ultimo mese per poi metterci in una traiettoria sostenibile gestendo e cercando di suturare alcune politiche molto dispendiose che graveranno sul debito anche nel 2026 e 2027. Oggi ci presentiamo sui mercati con rinnovata credibilità”. “In questo momento, l’Italia emerge come Paese in cui c’è stabilità politica, diversamente dalla Francia e dalla Germania, ma anche una continuità a livello di politica economica fiscale. Un altro aspetto che gioca a favore di Roma è l’obiettivo di deficit al 3% del pil nel 2025, in linea con la normativa Ue con un anno di anticipo”. Milano però chiude la settimana come fanalino di coda ( + 1.63% e saldo 2025 a + 26.83%) pur rimanendo il miglior listino per il mese di novembre e per l’anno in corso. Graficamente siamo tornati nella parte alta del range e già la prossima settimana si potrebbe tornare sopra quei 43500 che potrebbero ridare direzionalità per un ritorno sui 45mila.

Fermo il PIL della Germania mentre migliora la fiducia dei consumatori anche se non si ferma la moria dei posti di lavoro con Allianz che ha annunciato il taglio di 1500 posti. Inoltre la divisione cinese di Nexperia non ha riavviato il flusso di microchip né ha risposto alle richieste olandesi di riprendere il dialogo, nonostante il governo olandese abbia restituito il controllo dell’azienda al suo proprietario cinese, rimettendo in difficoltà l’intero comparto automotive di cui il DAX ( + 3.22% e saldo 2025 a + 19.73%) è pieno, comportando una chiusura di novembre a – 0.51% Graficamente nonostante la buona candela e con volumi tornati sopra alla media si è rimasti sotto alla resistenza dinamica che per la prossima ottava transiterà a 24035 punti e che sarà il primo obiettivo per capire se il DAX avrà la forza di riportarsi sui massimi.

Un ritorno sotto i 23mila sarebbe di contro un segnale decisamente negativo.

Bene l’indice delle blue chips europee ( + 2.77% e saldo 2025 a + 15.77%) che dal supporto riparte con slancio disegnando una bella candela e chiudendo il mese con un + 0.11% L’eventuale ritorno sopra i 5700 punti potrebbe portare ad un allungo verso il ritorno sui 5800 punti. Il ritorno sotto al supporto dei 5522 troverebbe un primo livello nella rialzista sottostante che la prossima settimana transiterà a 5420 punti.

Abbiamo scritto del possibile accordo che Trump e Putin potrebbero aver stretto, che al momento è tutto da verificare, ma certamente in USA il dibattito è molto aperto tant’è che il deputato repubblicano Don Bacon dopo che Bloomberg ha rilasciato le registrazioni dei suggerimenti di Witkoff a Putin e Ushakov per presentare un piano di pace a Trump ha dichiarato : «Per coloro che si oppongono all’invasione russa e vogliono vedere l’Ucraina prevalere come Paese sovrano e democratico, è chiaro che Witkoff è pienamente a favore dei russi. Non ci si può fidare di lui per guidare questi negoziati. Un agente russo pagato farebbe forse meno di lui? Dovrebbe essere licenziato». Attendiamo a breve una presa di posizione di Trump nei suoi confronti….

Nonostante la settimana corta WS ha registrato ottime performance questa settimana anche se poi il saldo mensile è stato nel complesso modesto. Il Dow Jones ( + 3.18% e saldo 2025 a + 12.16%) disegna una long candle che chiude a 47716 punti sopra alla rialzista che pertanto torna ad essere supporto dinamico e che per la prossima ottava transiterà a 47602 punti. Nella prossima settimana dovrebbe proseguire il movimento rialzista e per il DJ il primo obiettivo è il recupero di quota 48mila punti da dove potrebbe poi dare l’assalto al record storico dei 48430 punti. Se dovesse perdere il supporto dinamico si tornerà a guardare area 46mila punti. Miglior listino di settimana il Nasdaq ( + 4.93% e saldo 2025 a + 21.05%) che si conferma il miglior listino a Wall Street pur essendo stato il peggiore del mese di novembre con una perdita dell’1.64%. anche qui bella long candle che chiude sopra i 25400 punti e punta ai massimi di 26180 punti. solo il ritorno sotto area 24mila punti a questo punto andrebbe a modificare l’impostazione positiva. Positivo a + 0.13% il mese di novembre del S&P500 ( + 3.72% e saldo 2025 a + 16.45%) che con la chiusura a 6849 punti ed una long candle perfetta si è oramai riportato in area massimi storici ( 6920) , livello che potrebbe già ritoccare nella prossima ottava puntando direttamente a quota 7mila punti. Potrebbe essere un interessante mese di dicembre

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