In settimana due nuovi massimi , ma l’europa tira il freno
La cara vecchia Europa tira il freno questa settimana e non solo per lo stallo che si è venuto a creare nel conflitto in MO, con gli USA che hanno prorogato unilateralmente la tregua per dare tempo alla controparte di chiarirsi su chi sia al comando ( questa la tesi dell’amministrazione americana), ma anche per i continui attacchi che subisce dagli altri grandi blocchi, con ciò intendendo Usa, Cina e Russia. Dagli USA subiamo la pressione per non averli aiutati nella questione mediorientale, dalla Cina subiamo la pressione per le accuse di protezionismo sulle auto EV e non solo, dalla Russia subiamo cyberattacchi a molte aziende e pressioni sul fatto che imponiamo loro sanzioni mentre potremmo stare meglio acquistando il loro gas e petrolio.
Alla cara e vecchia Europa manca una figura di spicco da mettere al tavolo con Trump, Putin e Xi, la questione è tutta qui.
Poi ci stà che dopo la corsa e il recupero a V i listini europei abbiano tirato il fiato, anche se Londra Madrid e Parigi hanno probabilmente pagato anche qualche attrito con Washington.
Che i Mercati siano diventati molto nervosi lo si evince da come reagiscono ad ogni notizia, bastava seguire ieri il nostro FTSE-MIB od il DAX su un timeframe basso per vedere come ad ogni lancio di agenzia che lasciasse intendere la possibilità di un secondo incontro in Pakistan tra le delegazioni di Iran e Usa gli indici scattassero al rialzo. C’è la voglia di salire ma c’è il timore che se lo stallo in MO non si risolve quanto prima la situazione generale possa peggiorare rapidamente e finire di provocare danni maggiori di quelli causati dalla pandemia.
FTSE-MIB ( – 2.48% e saldo 2026 a + 6.03%)
Dopo il grande recupero arriva il rifiato per il nostro FTSE-MIB ( – 2.48% e saldo 2026 a + 6.03%). Movimento che ci stà anche considerando che il minimo di settimana è rimasto sopra al minimo della scorsa settimana , che i volumi sono stati inferiori e decisamente sotto alla media ed infine che lunedì sono stati staccati dividendi per circa il 0.77%, per cui nel complesso la settimana non è stata affatto male, comparandola agli altri. Potrebbe essere stata la prima settimana di assestamento, ricollegandoci a quanto scritto la scorsa settimana, poi è chiaro che molto dipenderà da come evolverà la situazione geopolitica senza perdere di vista il 18 maggio che sarà il dividend day più importante. Al momento teniamo i 47181 punti come primo livello di supporto e a seguire abbiamo la rialzista, il bordo inferiore del canale che per la prossima settimana sarà a 45683 punti. Ricordiamo che la settimana entrante sarà corta in quanto venerdì primo maggio Milano, cosi come gli altri listini europei ( escluso Londra), osserverà chiusura per la festa del lavoro.

DAX ( – 2.32% e saldo 2026 a – 1.48%)
Apre sotto il supporto dinamico il DAX ( – 2.32% e saldo 2026 a – 1.48%) che poi viene testato dal basso e si conferma resistenza. Chiusura a 24128 punti per l’indice tedesco che torna in rosso per l’anno, unico tra i listini che seguiamo. Per il resto la candela si è mantenuta nella mezzeria superiore della candela precedente, per cui anche qui possiamo parlare di semplice rifiato dopo il recupero, che però giova ricordare non ha permesso al Dax di tornare sui livelli di fine febbraio. Del resto Il governo tedesco ha dimezzato le sue previsioni di crescita per il 2026 e ha anche ridotto le sue previsioni di crescita per il 2027, aumentando al contempo le sue proiezioni di inflazione, per cui il Mercato si è adeguato. Area 24mila il primo livello di supporto prima di tornare a guardare il supporto statico a 22912 punti

STOXX50 ( – 2.87% e saldo 2026 a + 1.59%)
Graficamente si è comportato peggio il listino delle blue chips europee , lo STOXX50 ( – 2.87% e saldo 2026 a + 1.59%) che è sceso sotto il minimo della scorsa settimana per poi recuperare in chiusura a 5883 punti. il primo supporto resta 5732 ed è ancora discretamente lontano, subito sotto in ogni caso verrà in aiuto la dinamica a 5699 punti.

Wall Street
Settimana positiva a Wall Street con ben due nuovi massimi storici che però lasciano interdetti molti analisti per varie problematiche. la motivazione principale è relativa al contraccolpo che si avrà per i prezzi del petrolio che a detta loro non sono ancora saliti a rispecchiare la drammaticità della attuale situazione e per quella che potrebbe diventare in caso di prolungamento della chiusura di Hormuz. E su questo punto è d’accordo anche il presidente USA che più volte ha ribadito come il petrolio sia salito meno delle attese e che le azioni sono scese meno del previsto. Ora questi due nuovi record non possono che acuire tale divergenza di vedute e prima o poi si capirà quale sarà la verità, importante è farsi trovare pronti quando arriverà quel momento, per adesso si segue il rialzo.
Il Dow Jones ( – 0.43% e saldo 2026 a + 2.43%) non è riuscito ad avere la meglio della resistenza dinamica, che seppur superata durante la settimana con il massimo a 49848 punti, non si è riuscito a confermare sopra. Chiusura a 49230 dopo il test del bordo inferiore del canale rialzista a 48856 con il minimo di settimana a 48861 punti. Rimane questo il primo supporto per la prossima ottava ( 48918 per la precisione la dinamica) mentre la resistenza sarà a 49821 punti.
Poco da dire per il Nasdaq ( + 2.36% e saldo 2026 a + 8.13%) che oltre ad essere stato il miglior listino di settimana si è anche ripreso la leadership annuale disegnando una candela che non ammette incertezze. Nuovo massimo storico a 27314 punti e chiusura a 27303 punti, c’è ben poco da dire se non osservare che i volumi sono stati in leggera contrazione. Primo supporto i 26180 punti che paiono anche discretamente lontani.
Bene ma non benissimo S&P500 ( + 0.54% e saldo 2026 a + 4.67%) che registra un nuovo massimo storico a 7168 punti e poi ha chiuso solo 3 punti sotto a 7165 ma nel complesso non ha dato lo strappo al rialzo che abbiamo veduto sul listino tecnologico. In ogni caso anche qui abbiamo il primo supporto a 7mila punti che pare discretamente lontano considerando anche che il minimo di settimana si è fermato a 7046 punti.



CAC40 (- 3.17% e saldo 2026 a + 0.10%)
Apertura di settimana decisamente negativa per il CAC40 (- 3.17% e saldo 2026 a + 0.10%) che apre sotto il primo supporto che avevamo segnalato, per poi tornare sopra i 8324 punti e quindi girarsi al ribasso e bucando i due supporti statici a 8267 e 8170 chiudendo a 8157 dopo un minimo a 8116. Certamente gli attriti politici hanno portato a qualche vendita maggiore rispetto a quanto visto in italia e germania, in ogni caso i volumi sono stati inferiori alla media ed in calo dalla scorsa ottava, per cui al momento nulla di preoccupante. Primo supporto 8076 punti mentre il ritorno sopra i vicinissimi 8170 potrà permettere un eventuale allungo verso 8267 punti.

FTSE100 ( – 2.70% e saldo 2026 a + 4.51%)
Brutta candela rossa anche per il FTSE100 di Londra ( – 2.70% e saldo 2026 a + 4.51%) che apre sui massimi e chiude sui minimi senza alcuna reazione. Probabile a questo punto un retest dall’alto del bordo inferiore del canale rialzista che per la prossima ottava passerà a 10322 punti. La cosa negativa è che si è tornati sui minimi di due settimane orsono , se ne deduce che sulla mancata rottura al rialzo della scorsa settimana una parte degli investitori abbia deciso per portare i guadagni a casa.

IBEX35 ( – 4.29% e saldo 2026 a + 2.22%)
Candela brutta anche per l’IBEX35 ( – 4.29% e saldo 2026 a + 2.22%) che risulta essere il peggior listino di settimana, perde il minimo della scorsa candela che erano anche il livello di supporto dinamico e si riporta in chiusura a 17691 punti molto vicino all’apertura di due settimane fà. Del resto Madrid è certamente la capitale europea maggiormente invisa in questo momento a Washington pertanto è comprensibile come gli investitori cerchino di rimanere a bordocampo. Prima resistenza a 18101 punti mentre il primo supporto lo posizioniamo a 17512 punti.


