Ogni moneta ha sempre due facce !
Titolo volutamente provocatorio oggi ma una serie di notizie di questa settimana ci ha praticamente “obbligato” ad evidenziare come il presidente americano si confermi essere prima di tutto un uomo d’affari e come tale comportarsi alle nuove situazioni che si presentano, anche con giravolte a 180 gradi. Probabilmente i continui sondaggi che lo vedono in continuo calo di popolarità lo hanno spinto a rivedere le precedenti posizioni per cercare di invertire la rotta ma cosi facendo pare peggiorare la situazione. Partiamo dalla visita alla Casa Bianca del principe ereditario saudita Bin Salman, che la Cia ha stabilito essere il mandante dell’omicidio Kashoggi nel 2018, che ha promesso 600 miliardi di $ di investimenti in USA e l’acquisto di caccia F-35. Israele che è un ottimo cliente della Lockheed Martin che li produce ha subito detto che ha una sorta di esclusiva in quella zona del mondo ma Trump ha replicato che vuole portare l’Arabia Saudita nel patto di Abramo cosi che Israele non deve preoccuparsi. Però l’Arabia ha detto che entrerà nel patto solo con la creazione di uno stato della Palestina, argomento che attualmente Israele non vuole discutere. Nella parte dell’incontro pubblico alla casa bianca una giornalista ha chiesto a Bin Salman della questione Kashoggi ed il presidente Trump ha subito stoppato la domanda con ” non mettiamo a disagio il nostro ospite” e successivamente il principe saudita ha dichiarato che potrebbe portare gli investimenti in USA a mille miliardi e l’espressione del presidente americano è stata eloquente. Notevole anche il cambio di rotta nella questione relativa al sindaco di New York, ferocemente osteggiato in campagna elettorale e che dopo l’incontro di venerdì alla Casa Bianca Trump ha definito «Siamo d’accordo su molto più di quanto avrei pensato» . Il presidente Trump ha affermato che «si sentirebbe molto, molto a suo agio» a vivere a New York City quando il sindaco eletto Zohran Mamdani entrerà in carica. Chissà magari ha ottenuto qualche esenzione per le sue proprietà…….
Ma il voltafaccia maggiore è sicuramente quello nei confronti dell’Ucraina, con l’ultimatum a Zelensky di accettare il piano in 28 punti elaborato per terminare il conflitto entro il 27 novembre, piano che in realtà accoglierebbe solo le richieste di Mosca tra cui esercito ucraino dimezzato, divieto di avere un determinato tipo di armi, esclusione dalla Nato e rinuncia dei territori e di mezza centrale a Zaporizhzhia. Vero che in USA l’opinione pubblica ritenga che prima di inviare soldi in Ucraina si debba pensare alla propria situazione nazionale e che pertanto il presidente in calo nei sondaggi cerchi di riacquistare consensi, ma dalle parole post Alaska sulla profonda delusione del comportamento dei Russi e di Putin al minacciare Kiev con quel piano il passo è veramente grande. Peraltro si era trovato l’accordo che le armi USA da destinare in Ucraina le avrebbero pagate gli europei.
Non sono mancate le reazioni interne tra le quali L’ex Segretario di Stato USA sotto la Prima Amministrazione Trump, Mike Pompeo:
«Putin non può essere ricompensato per aver massacrato migliaia di persone e rapito 20.000 bambini ucraini. Adesso è il momento di aumentare la pressione, non di togliere il piede dall’acceleratore».
Il Presidente della Commissione Regolamenti del Senato e Senatore Rep, Mitch McConnell:
«Putin ha passato l’intero anno a cercare di prendere in giro il presidente Trump. Se i funzionari dell’amministrazione sono più preoccupati di compiacere Putin che di garantire una vera pace, allora il presidente dovrebbe trovare nuovi consiglieri. Premiare la carneficina russa sarebbe disastroso per gli interessi americani. E una capitolazione come l’abbandono dell’Afghanistan da parte di Biden sarebbe catastrofica per un’eredità di pace attraverso la forza».
Il Senatore Dem Richard Blumenthal: «Zelensky dovrebbe dire NO [al piano di pace di Trump] e il Congresso deve sostenerlo contro le richieste estorsive di Trump. Il piano in 28 punti di Trump è una ripresa dell’appeasement di Monaco del 1938».
A seguito di questa presa di posizione Zelensky ha pronunciato un discorso televisivo rivolto al suo popolo che merita di essere ascoltato, i principali leader europei lo hanno accolto ma rimane poco tempo per trovare una controproposta sulla quale discutere con gli USA, proposta che in questi minuti è stata inviata a Washington.
Settimana pesante per Milano ( – 3.03% e saldo 2025 a + 24.79%)
però venerdì sera a mercati chiusi incassa l’upgrade di Moody’s a Baa2 con Outlook stabile confermando il percorso di crescita del nostro paese. Prima la spasmodica attesa dei dati di Nvidia per capire se ci fosse o meno una bolla AI, poi i dati usciti sopra alle attese hanno portato euforia ma solo per mezza giornata, come se nei piani alti si fosse deciso che si dovesse scendere in ogni caso. Graficamente siamo rientrati nel box 41500 / 43500 e quindi solo con un movimento all’esterno di questa fascia si potrà riprendere direzionalità. Rimane in ogni caso il fatto che con un range di circa 1900 punti alla fine i volumi siano rimasti appena sopra alla media ed anche in contrazione rispetto alla scorsa ottava, per cui non siamo al selloff.

L’economia tedesca continua la sua stagnazione anche nel terzo trimestre del 2025.
Lo comunica nel rapporto di novembre la Bundesbank. Una situazione causata, secondo l’istituto di Francoforte, soprattutto “dall’aumento dei dazi statunitensi, ma anche dall’apprezzamento dell’euro”. In particolare, l’industria tedesca è “rimasta debole, con un calo del fatturato e della produzione”, non è al momento ravvisabile un significativo miglioramento del clima per gli investimenti. Il DAX ( – 3.28% e saldo 2025 a + 15.99% ) non ha potuto fare altro che adeguarsi ed ha disegnato una candela decisamente negativa che ha toccato un minimo a 22943 punti per poi riuscire a chiudere a 23091, sopra i 23mila e con piccola lower shadow. Anche qui i volumi però non sono stati quelli classici da selloff anche se graficamente per l’indice tedesco le prospettive sono tutt’altro che rosee. Segnali positivi solo col ritorno sopra alla rialzista che transiterà appena sopra i 24mila punti ma prima di arrivarci incontrerà un possibile ostacolo sui 23850. Prima del tuffo a ritestare la rialzista sottostante a 21198 si potrebbe guardare ai 22220 punti come un piccolo ostacolo alla discesa, ma è piu una speranza che altro.

Eurostoxx50: Sostanziale retest dall’alto della ex resistenza ed poi supporto dei 5522 anche se in realtà la chiusura è stata leggermente sotto, a 5515 punti.
Sulla reazione di WS di venerdì sera lo stoxx50 potrebbe subito recuperare lunedì in apertura tale livello però, per cui vedremo. Se dovesse continuare la discesa il primo supporto diventa la rialzista che transiterà a 5407 punti. Volumi in media ed in calo rispetto alla precedente ottava.

Lasciati alle spalle i positivi risultati di Nvidia, che ha anche confermato positività per il trimestre in corso, i Mercati USA sono passati al successivo argomento, ossia cosa farà la FED nel prossimo incontro a dicembre.
Le interviste dei vari presidenti di FED locali sono decisamente discordanti tra loro ed anche se lo shutdown si è concluso ci vorrà del tempo prima che i dati vengano effettivamente elaborati ed annunciati, pertanto per Powell e soci si potrebbe prospettare una ulteriore riunione alla cieca. Hammack della Fed di Cleveland ha detto che tagliare i tassi per sostenere il mercato del lavoro rischia di far durare più a lungo il periodo di inflazione oltre il target prestabilito. Barr conferma dicendo che si deve procedere con cautela nel taglio dei tassi in quanto l’inflazione sta viaggiando sul 3%. Per il presidente della Fed di New York Williams invece i rischi al ribasso per l’occupazione sono aumentati mentre i rischi al rialzo per l’inflazione si sono attenuati e pertanto un taglio di 25 bp potrebbe alleviare le difficoltà al mondo del lavoro senza compromettere l’inflazione. “Per noi è imperativo riportare l’inflazione al nostro target del 2% ma dobbiamo farlo senza creare rischi eccessivi per il nostro obiettivo di massima occupazione “. Insomma un difficile lavoro di equilibrio peraltro da fare in assenza di dati !
Miglior listino di settimana il Dow Jones ( – 1.91% e saldo 2025 a + 8.70%) che però graficamente non è certo messo bene. Avevamo ipotizzato una discesa verso i 45500 ed in realtà si è fermato a 45728 punti, per poi risalire e chiudere l’ottava a 46245 punti. Quindi il supporto ha tenuto ma i volumi, a differenza dell’europa, sono stati in netto aumento. Se nella prossima ottava prosegue il recupero verso i 47mila punti allora potremmo archiviare la cosa come una positiva presa di beneficio, se si dovesse perdere il supporto allora si andrà a cercare supporto sui 43340 punti.
Peggior listino a Wall Street il Nasdaq ( – 3.07% e saldo 2025 a + 15.36%) che scende sotto i 24mila punti con un minimo a 23854 per poi recuperare e chiudere a 24239 punti, confermando il supporto dei 24k e con volumi in aumento. I dati di Nvidia avrebbero dovuto riportare positività al listino tech ma a quanto pare le attese per uno scrollone erano tali che alla fine non potevano essere disattese. Vedremo se vi sarà il pronto recupero già dalla prossima settimana.
Situazione analoga per S&P500 ( – 1.94% e saldo 2025 a + 12.26%) che scende fino a 6521 per poi recuperare in chiusura i 6600 punti ( 6602) rimanendo sopra al supporto e mantenendo intatto il quadro grafico positivo. Con una settimana positiva è probabile che si inizierà a parlare di rally di Natale e la debolezza di queste ultime settimane verrà rapidamente dimenticata.




