Dopo il tentativo della scorsa settimana di un parziale recupero, cosa valida soprattutto per i listini europei, in questa ottava sono tornate ad acuirsi le tensioni sul petrolio ed è drasticamente peggiorato il sentiment degli investitori in relazione all’attuale conflitto in medio oriente. A tale proposito andremo più avanti a fare una considerazione su un possibile errore di valutazione della Casa Bianca. Probabilmente i Mercati avevano inizialmente pensato ad una operazione lampo o poco più mentre ora si rendono conto che il rischio di un lungo conflitto stia man mano prendendo corpo e che di conseguenza il prezzo del petrolio salirà creando una lunga serie di aumenti ed inflazione che vanificherà o quasi quanto finora fatto dalle Banche Centrali per riportarla a valori programmatici.  Ed era questa la settimana delle Banche Centrali che sono ovviamente rimaste ferme in attesa di capire di quanto durerà questa situazione conflittuale e quanto andrà ad impattare sui costi energetici globali. Nelle dichiarazioni dei Governatori traspare ovviamente preoccupazione ma anche la considerazione che non vi è un sentiero già stabilito per le prossime decisioni, che verranno prese in conseguenza di come si muoveranno gli indicatori. Cosi per la FED si ipotizza un solo taglio dei tassi per l’anno in corso mentre la BCE potrebbe anche valutare la necessità di un rialzo degli stessi.

FTSE-MIB ( – 3.33% e saldo 2026 a – 4.68%)

Dopo l’apertura in linea con la chiusura precedente, il nostro FTSE-MIB ( – 3.33% e saldo 2026 a – 4.68%) era riuscito a bucare la resistenza dinamica e ad allungarsi a ritestare il massimo della scorsa ottava a 45402 punti, per poi riprendere la discesa dopo gli attacchi agli impianti energetici offshore che hanno innescato una nuova escalation incentrata sugli impianti energetici. Il crollo si è fermato a 42784 punti, ben sotto il minimo della scorsa ottava e la settimana si è chiusa a 42840 punti, sotto seppur di poco i minimi della candela precedente. Il rischio di un proseguimento della discesa è assolutamente elevato ed i prossimi livelli da monitorare sono area 42mila punti e poi il supporto statico dei 40829 punti. Unica nota positiva è che i volumi sono rimasti sostanzialmente in media, appena sopra e non sono stati i classici volumi da selloff, ma non sappiamo cosa potrà accadere nella prossima settimana. Servirebbe una gran bella notizia positiva per ridare tranquillità e permettere ai Mercati di riprendere un poco di fiducia

DAX ( – 4.55% e saldo 2026 a – 8.62%)

Peggio di Milano ha fatto il DAX ( – 4.55% e saldo 2026 a – 8.62%) peggior listino di settimana e di 2026 in assoluto che ci ha replicato nella prima parte, ossia apertura in linea alla chiusura precedente e risalita verso i massimi, poi però la discesa è stata ben più rovinosa in quanto il supporto dei 22912 punti  che la scorsa settimana aveva tenuto stavolta è stato nettamente bucato e la discesa si è fermata a 22369 punti per chiudere l’ottava a 22380 punti. A differenza di noi qui i volumi sono stati decisamente maggiori, del resto l’aver perduto il minimo precedente avrà certamente fatto scattare qualche allarme. Pare quasi inevitabile per la prossima settimana una discesa al test del supporto dinamico a 21713 punti, auspicando che possa tenere altrimenti si dovrà andare a  guardare il supporto statico a 20467 punti

STOXX 50 ( – 3.76% e saldo 2026 a – 5.01%)

Il grafico delle blue chips europee, lo STOXX 50 ( – 3.76% e saldo 2026 a – 5.01%) ci rende una situazione a mezza strada tra Milano e Dax. Anche in questo caso la prima parte è stata assolutamente in sintonia, ma sulla discesa si è andati oltre il minimo precedente e si è chiusi a mezzo punto dal minimo a 5501 punti appena sotto all’ex supporto statico dei 5522 e che ora sono il primo livello di resistenza. Si è però rimasti sopra al minimo della penultima candela di novembre scorso, rimane dunque un piccolo appiglio per poter sperare, al momento è il termine più corretto, di poter recuperare e tornare sopra i 5530 punti. Volumi elevati anche qui e ciò non depone a favore. Sul proseguimento di debolezza si andrà a guardare ad area 5300 punti e poi a 5155 punti prima del supporto dei 5085 punti.

Wall Street

Nel riavvolgere il nastro di questi primi 79 giorni del 2026 si potrebbe andare a leggere una chiara pianificazione strategica in preparazione agli avvenimenti di queste ultime settimane. Era ovvio che il collo di bottiglia rappresentato dallo stretto di Hormuz sarebbe stato sfruttato dalla parte offesa per mettere in difficoltà gran parte delle nazioni, in quanto in quello stretto transita  circa il 20-25% del petrolio marittimo mondiale, pari a circa 20 milioni di barili al giorno. Oltre al greggio, attraverso questo stretto corridoio passa circa un quinto del commercio globale di GNL (Gas Naturale Liquefatto), rendendolo il principale punto di strozzatura energetico del pianeta. Così gli USA, pur essendo  grandi produttori ed esportatori netti di greggio hanno valutato l’operazione Venezuela ad inizio anno assicurandosi un ulteriore ed abbondante capacità di Petrolio probabilmente considerando che nella eventualità di un prolungato conflitto in medio oriente, come al momento si sta verificando, l’aumento del costo del greggio avrebbe riguardato solo il resto del mondo, Asia in primo luogo , e non gli USA. Ma a Washington si sono resi conto che gli Stati Uniti non sono affatto immuni dagli shock globali: la benzina americana continua a dipendere dal prezzo internazionale del petrolio, dalla capacità di raffinazione e dagli equilibri del mercato dei carburanti. Quando il greggio sale, la pompa americana quasi sempre lo segue. cosi ora in USA il prezzo della benzina e ancora di più quello del gasolio crescono a vista d’occhio e quando sale il diesel, l’aumento smette di riguardare soltanto chi fa rifornimento per andare al lavoro. Tocca i camion, la logistica, il trasporto merci, l’agricoltura, i cantieri. In altre parole: entra nei prezzi di quasi tutto provocando inflazione e allontanando un taglio dei tassi cosi richiesto dal presidente.

Da qui il tentativo di correre ai ripari con un nuovo fronte che si apre e che potrebbe vedere l’ingresso di marines sul suolo iraniano per liberare il passaggio delle petroliere, portando quindi ad una discesa dei prezzi del petrolio e a cascata un ritorno alla normalità prima che le elezioni di mid term diventino troppo vicine. Trump ha chiesto aiuto a tutti ma nessuno pare disposto ad aiutarlo, del resto con il liberation day si è inimicato il mondo e ora il mondo pare volergli rendere pan per focaccia. Alla Casa Bianca sarà partita la caccia alle teste di quegli analisti che non hanno valutato alla perfezione le possibili conseguenze, ma tra sei mesi la testa a cadere potrebbe essere una più importante.

Il Dow Jones ( – 2.10% e saldo 2026 a – 5.17%) è stato il peggior listino a Wall Street ma è riuscito a tenere il livello dei 45500 punti segnalati la scorsa settimana, con una chiusura a 45577 dopo essere arrivato a segnare un minimo a 45369 punti. I volumi sono tornati a crescere ma non sono stati molto sopra alla media per cui dopo 4 candele rosse potrebbe arrivare un rimbalzo tecnico ad attenuare gli eccessi che si sono venuti a creare. In ogni caso un eventuale rimbalzo non vorrebbe significare fine dei problemi !

Decisamente meno verticale la situazione del Nasdaq ( – 1.97% e saldo 2026 a – 5.35%) che riesce anche lui a tenere il livello dei 23850 punti che avevamo segnalato la scorsa settimana. In realtà il minimo è stato a 23759 punti ma poi in chiusura il listino tecnologico è salito fino a 23898 punti, rinviando almeno di una settimana la discesa verso area 23mila. A 23067 ci sarà anche la rialzista che potrebbe decisamente dare una mano a sostenere i corsi se si dovesse riprendere la discesa.

Quarta candela rossa consecutiva anche per S&P500 ( – 1.89% e saldo 2026 a – 4.95%), il migliore dei listini di Wall Street, sia in settimana che da inizio anno. La situazione grafica è però molto simile al DJ e anche qui la nostra previsione dei 6500 punti è stata sostanzialmente centrata, chiusura di settimana a 6506 dopo un minimo a 6473 punti. Confermiamo che in caso di rottura al ribasso si possa arrivare in area 6175 / 6200 punti 

CAC40 ( – 3.10% e saldo 2026 a – 5.94%)

Grafico di Parigi ( – 3.10% e saldo 2026 a – 5.94%) che ricorda molto da vicino quello del DAX. Apertura in linea allungo al test della resistenza a 8076 punti mancato di soli 10 punti e poi pesante inversione con chiusura a 7665 punti appena 5 punti sopra al minimo di settimana. Pare probabile un test sui 7500 punti sui quali si potrebbe assistere ad una reazione come già accaduto a fine giugno e ad inizio agosto 25. In caso contrario si dovrà guardare ad area 7200 punti. Prima resistenza si conferma 8076 punti.

FTSE 100 ( – 3.34% e saldo 2026 a – 0.13%)

Capitola l’ultimo baluardo in europa e cosi anche Londra ( – 3.34% e saldo 2026 a – 0.13%) passa in rosso per l’anno in corso. Dopo una apertura in linea con la chiusura precedente è salito al test del bordo superiore del canale rialzista per poi invertire la rotta e scendere bucando il supporto dei 10098 punti perdendo cosi il canale rialzista. Chiusura a 9918 punti, appena tre punti sopra il minimo di settimana e decisamente vicino al supporto statico dei 9760 che saranno il banco di prova per la prossima ottava. Su un test e tenuta con ripartenza e ritorno oltre i 10mila punti si potrà guardare per un rientro all’interno del canale rialzista superando i 10135 punti, altrimenti su cedimento si dovrà guardare verso area 9500 punti.

IBEX35 di Madrid ( – 2.02% e saldo 2026 a – 3.43%)

Il miglior listino europeo in settimana è stato l’ IBEX35 di Madrid ( – 2.02% e saldo 2026 a – 3.43%) in quanto è stato l’unico a non essere andato sotto il minimo della scorsa settimana. Anche lui si è fermato al test della rialzista  ma poi ha chiuso la settimana a 16714 punti dopo un minimo a 16638 punti e quindi ha un primo livello di tenuta sui minimi della scorsa candela a 16490 punti. Se dovesse perderli avrebbe un primo paracadute sui 16mila punti e quindi sulla statica a 15722 punti. Positività solo tornando all’interno del canale rialzista, ossia superando i 17573 punti.

Leave a comment

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.