L’uomo del monte ha detto si !

Quelli di voi che hanno superato la mezza età si ricorderanno bene questa frase ! 

Negli anni ’80 divennero famose in Italia le campagne pubblicitarie con lo slogan “L’uomo Del Monte ha detto sì!” in cui si attendeva l’assenso alla raccolta di frutta esotica (ananas soprattutto) dato in seguito all’assaggio da parte del personaggio identificativo dell’azienda, vestito di bianco e con un cappello panama in testa, di un frutto colto nelle piantagioni. Il protagonista era l’attore britannico Osmond Brian Jackson, che dava il suo personale “ok” alla frutta che poi sarebbe stata confezionata dall’azienda. Gli spot furono trasmessi in 34 paesi. Giusto questa estate l’azienda americana , colpita dalla crisi dei consumi in USA e da una lunga serie di difficoltà accumulatesi negli anni, ha chiesto l’attuazione del tristemente famoso chapter 11 presentando istanza di fallimento.

Quello che i Mercati attualmente stanno vivendo mi ha riportato alla memoria quello slogan e trasfigurando Jackson con il presidente americano abbiamo il quadro completo della situazione.

Se l’uomo del monte dice si, allora i mercati salgono in barba a qualsiasi problematica, se invece l’uomo del monte non dà l’assenso ( o parla di mettere ulteriori dazi alla Cina, tanto per dirne una) ecco che i Mercati precipitano. Immaginate il presidente USA vestito di bianco e con il panama in testa che deve decidere se dare il via al raccolto delle ananas o meno. Dalla sua decisione dipende la riuscita delle vendite dell’intera stagione della società. In un certo senso lui si sente l’uomo del monte e di volta in volta decide se dare l’assenso o meno. Il problema è quando prima dice si e poi dice ni e poi dice no, come recentemente accaduto nei confronti dei tomahawk da dare all’Ucraina. Prima di telefonare con Putin era si, poi dopo la telefonata è diventato un forse e quindi poco prima di ricevere Zelensky è diventato un ” servono a noi”. Ora la sua ultima idea sul conflitto è quella di congelare la situazione e solo la Storia dirà che delle due parti abbia vinto. Ricordiamoci come solo una decina di giorni orsono aveva dichiarato che l’Ucraina se potesse attaccare avrebbe potuto vincere, lasciando chiaramente intendere che se gli europei avessero acquistato dagli USA le armi da dare all’ucraina. ! Segnale evidente che la telefonata con Putin ha certamente aperto dei retroscena che noi non possiamo immaginare e che hanno portato ” l’uomo del monte” a fermare la decisione sul raccolto.

In questa situazione i Mercati si trovano in difficoltà in quanto nessuna decisione pare definitiva e se aggiungiamo che dopo due settimane di shutdown federale anche i membri della FED iniziano a dare opinioni su informazioni limitate e pertanto anche fuorvianti ecco che i Mercati si innervosiscono. solo Powell pare mantenere la rotta ed ha annunciato la riduzione del quantitative tightening ( politica monetaria restrittiva in cui una banca centrale riduce la quantità di liquidità in circolazione e il suo bilancio, vendendo attivi (principalmente titoli) o non rinnovando quelli in scadenza,) lasciando intendere che c’è spazio per un nuovo taglio dei tassi ad ottobre. Questo assieme alle dichiarazioni di §Trump che i nuovi dazi alla Cina non sarebbero sostenibili ha riportato un minimo di serenità a Wall Street che si trova all’inizio di una nuova stagione di trimestrali.

Due le notizie positive per l’Italia

La prima viene dal direttore del dipartimento europeo del fondo monetario internazionale che ha dichiarato «Abbiamo notato la sovra-performance notevole dell’Italia sul deficit lo scorso anno, secondo i dati anche quest’anno sarà migliore delle attese, è fantastico». La seconda è la conferma arrivata venerdì sera a mercati chiusi che L’agenzia Dbrs Morningstar alza il rating dell’Italia a A (low) da BBB (High), con trend stabile da positivo. Nonostante ciò il FTSE-MIB (  – 0.68% e saldo 2025 a + 22.15%) ha chiuso negativa la settimana, pur confermandosi sopra al livello di supporto e la lower shadow assieme ai volumi sopra alla media potrebbe indicare che in area 41500 i compratori siano tornati. Certamente a Milano ha pesato anche il fatto del contributo delle banche alla manovra di bilancio ed essendo il nostro listino principale bello pieno di titoli bancari e finanziari si è pagato dazio. Sarà importante per la prossima ottava recuperare quanto prima area 42mila punti e quindi ricostruire l’allungo verso la parte superiore del piccolo box sui massimi di periodo in essere da fine agosto.

Peggior listino di settimana il DAX ( – 1.69% e saldo 2025 a + 19.70%)

In ogni caso si conferma in chiusura sui livelli della rialzista che in pratica da maggio sostiene l’indice tedesco. Prossima settimana transiterà a 23855 per cui sarà importante che il DAX torni velocemente sopra i 24mila punti per poi tornare in area 24500 / 24600 prima di ripuntare ai massimi storici oltre 24770

Bene l’indice delle blue chips europee

Dopo il breakout di due settimane fa con il massimo a 5675 ed il pullback della scorsa ottava che è venuto a testare dall’alto il supporto dei 5522 punti, questa settimana è ripartito al rialzo previo piccolo sforamento al ribasso. Chiusura a 5607 punti dopo un massimo a 5652 e volumi in incremento. La conferma sopra i 5600 punti in apertura di ottava permetterebbe un facile allungo verso i nuovi massimi

Tra le notizie di rilievo spiccano le parole del segretario al Tesoro USA Bessent

Ha dichiarato che incontrerà di persona il vice premier cinese He Lifeng la prossima settimana per discutere di commercio «Il vice premier He Lifeng e io abbiamo avuto un dibattito franco e approfondito sul commercio tra Stati Uniti e Cina. Ci incontreremo di persona la prossima settimana per proseguire le nostre discussioni». Questo incontro al vertice è propedeutico all’incontro che la settimana dopo avranno Trump e Xi a Seul e l’attesa globale è che l’uomo del monte possa dire si affinché sui Mercati possa tornare un po’ di calma e che il Vix possa tornare a riposare, magari permettendo un rally natalizio anticipato !

I principali listini di Wall Street hanno disegnato sostanzialmente la stessa candela, una inside con i minimi confermati sui livelli della scorsa ottava e i massimi leggermente inferiori. Se vogliamo le differenze tra i tre panieri principali le troviamo guardando le shadow, sul DJ la upper prevale sulla lower, sul Nasdaq esattamente il contrario mentre su S&P500 la situazione è di parità mentre i volumi sono stati sempre inferiori alla settimana precedente.

Buon avvio di ottava per il Dow Jones ( + 1.56% e saldo 2025 a + 8.57%) che poi testa in minimi precedenti e quindi si riporta oltre i 46mila punti allungandosi fino a 46693 e chiudendo a 46190 punti. Come tutte le candele inside sarà importante vedere quale dei due livelli ( inferiore o superiore) romperà per prima e che pertanto dovrebbe poi dare la direzionalità. Se dovesse superare il massimo della scorsa ottava a 46860 poi si troverebbe subito al confronto con la resistenza dinamica a 47225 punti che sarebbe nuovo massimo storico e quindi possibilità di allungarsi ulteriormente. Sotto i 45460 invece si apre la possibilità per una discesa di almeno 500 punti. 

Miglior listino di settimana il Nasdaq ( + 2.46% e saldo 2025 a + 18.11%) che apre bene, poi scende al retest dei minimi precedenti e quindi riparte allungandosi fino a 24998 punti per poi chiudere a 24817 punti. L’impostazione è decisamente propositiva e ci vorrebbe veramente poco a tornare oltre i 25mila e quindi a segnare nuovi record oltre i 25200 punti.

Discorso analogo per S&P500 ( + 1.70% e saldo 2025 a + 13.30%) che tocca i 6724 punti per poi chiudere a 6664, rimanendo in equilibrio sui massimi, probabilmente attendendo la decisione finale dell’uomo del monte !

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