Mercati a nervi scoperti, la bolla scoppia o no ?
Nonostante fosse atteso dalla quasi totalità degli operatori di Mercato il taglio di 25 punti base della FED nella riunione di mercoledì scorso, la prima parte della settimana era stata praticamente soporifera, con piccoli movimenti quasi creati ad arte dalle mani forti per poter avere un minimo di operatività. La conferma dalle parole di Powell del taglio da un quarto di punto e l’aggiornamento delle proiezioni economiche che segnalano un ulteriore taglio per il prossimo anno e che dallo scorso primo dicembre si è concluso il QT ( quantitative tightening) ha fatto partire il rally di Natale, e la stessa FED ha segnalato il ritorno agli acquisti di assett per oltre 50 miliardi di dollari entro metà gennaio, tra reinvestimenti e gestione delle riserve. Sembrava la classica storia a lieto fine fino alla pubblicazione dei dati della trimestrale di Broadcom. Anzi ad essere corretti fino alla conference call a seguito della pubblicazione dei dati. Perché in realtà i numeri della società attiva nel settore dei semiconduttori sono stati buoni e sopra alle attese con tanto di incremento del dividendo del 10%. In CC la CFO Spears ha detto che ” il margine lordo consolidato del primo trimestre sarà in calo di circa 100 punti base su base sequenziale, principalmente a causa di una maggiore incidenza dei ricavi AI”. Su queste parole è scattato il selloff sul titolo, in un Mercato che già sui dati di Oracle in settimana aveva preferito vendere a piene mani. Una reazione di pancia o siamo veramente in una bolla pronta a scoppiare ? Per prima cosa segnaliamo che tutti i maggiori broker hanno confermato il BUY su Broadcom dopo i dati e in molti casi si sono anche visti incrementi di target price . Seconda cosa Nvidia sta valutando di aumentare la produzione di chip H200 a causa della forte domanda cinese ( non i blackwell che sono molto più potenti e che non può vendere in cina). Importanti aziende cinesi, tra cui Alibaba e ByteDance, hanno già contattato Nvidia questa settimana per l’acquisto dell’H200 e sono intenzionate a piazzare grossi ordini, come ha riferito mercoledì la Reuters . Vero che Pechino vuole parlare con queste società per cercare di convincerle di usare chip di produzione cinese, in ogni caso rimane molto forte l’interesse per i chip ! Come non menzionare poi La rivista TIME che ha eletto “persona dell’anno” gli “architetti dell’intelligenza artificiale” per “aver inaugurato l’era delle macchine pensanti, per aver stupito e preoccupato l’umanità, per aver trasformato il presente e trasceso il possibile”. Alla luce di ciò forse è vero che ci sia una bolla legata alla intelligenza artificiale ma ci pare che si sia abbastanza lontani dal momento in cui questa bolla stia per scoppiare. Probabilmente si è davvero agli inizi e prevale ancora lo scetticismo e la paura di questi forti investimenti, ma molto probabilmente chi attenderà ancora a partecipare a questo avvenimento che sta già cambiando e cambierà ancora la nostra vita sta perdendo un gran bel treno. Sostanzialmente stiamo rivivendo quanto accadde con la rivoluzione industriale a cavallo del 1800, nel bene e nel male, ma il progresso avanzerà inesorabilmente. Basti pensare che una vendita di azioni interne a 421 dollari per azione farebbe diventare SpaceX la società privata più preziosa al mondo,circa 800 miliardi di dollari, superando l’azienda di intelligenza artificiale OpenAI, attualmente valutata circa 500 miliardi di dollari. ricordiamo che Gli obiettivi principali di SpaceX sono rendere l’umanità una specie multiplanetaria (colonizzando Marte), rendere lo spazio più accessibile riducendo i costi di lancio grazie a razzi riutilizzabili (Falcon 9, Starship), espandere la rete di internet satellitare globale Starlink, e sviluppare tecnologie rivoluzionarie come il robot umanoide Optimus, con piani finanziari ambiziosi come una potenziale quotazione in borsa (IPO) per valutare la società oltre il trilione di dollari.
Forse non vedrò questo futuro ma di certo un mio nipote andrà su Marte e quando gli diranno di bolla AI nel 2025 forse sorriderà !
Avevamo detto la scorsa settimana che con parole dolci da parte della Fed Milano ( + 0.18% e saldo 2025 a + 27.29%) sarebbe molto probabilmente tornata oltre i 43500 punti per puntare i 45mila entro fine anno. Cosi dopo la conferma del taglio del quarto di punto da parte della FED Milano è partita al rialzo e si è allungata oltre i 44mila punti prima che il nuovo e rinnovato timore della bolla AI la facesse ridimensionare e chiudere mestamente a 43513 punti, lasciando sul grafico una candela bruttina con una ampia upper shadow. Vero che i volumi sono stati decisamente contenuti e ben al di sotto della media, quindi negando di fatto il selloff, però rimane quell’amaro in bocca di una occasione mancata. Vedremo se a mentre fredda e con la reazione di pancia dietro alle spalle, si farà chiarezza sui numeri e sulle parole e quindi già dalla prossima settimana si inizierà a recuperare parte del terreno perduto. Rimangono oramai poche sedute prima della chiusura dell’anno in corso , in pratica dopo la prossima settimana restano due lunedi e martedi prefestivi che avranno certamente ben pochi operatori attivi sul Mercato.

L’istituto Ifo ha rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per la Germania.
Per il 2026 stima ora un’espansione dello 0,8% e una crescita di appena lo 0,1% per quest’anno. “L’economia tedesca si sta adattando solo lentamente e a caro prezzo al cambiamento strutturale attraverso l’innovazione e nuovi modelli di business” “Inoltre, le aziende e in particolare le start-up sono ostacolate da vincoli burocratici e da un’infrastruttura obsoleta”. Cio nonostante il DAX ( + 0.65% e saldo 2025 a + 21.48%) riesce a fare la cosa più difficile, ossia passare e chiudere sopra la resistenza dinamica che ora diventa supporto dinamico. Non importa il massimo a 24474 punti che conferma in ogni caso l’ultima resistenza prima di poter andare a segnare nuovi massimi storici oltre i 24770 punti, il numero forte è la chiusura a 24186 sopra la rialzista che la prossima settimana transiterà a 24095 punti, per cui se l’indice tedesco riuscirà a rimanere sopra i 24100 punti il peggio è dietro alle spalle. Se poi dovesse tornare il sereno sui Mercati allora il DAX con molta probabilità riuscirà a registrare un nuovo record entro la fine dell’anno.

Fino a qualche minuto prima dei dati di Broadcom lo Stoxx50 ( – 0.05% e saldo 2025 a + 16.85%) era vicinissimo a ritoccare il massimo storico,
si trovava infatti a 5794 punti rispetto ai 5818 del record. Poi sappiamo cosa sia accaduto e la chiusura sostanzialmente invariata vede sul grafico una candela doji con upper shadow inquietante. Però anche qui i volumi lasciano capire che non sia stato un movimento corale e pertanto è ampiamente recuperabile, siamo in ogni caso molto più vicini ai massimi che ai supporti.

Secondo alcuni analisti le parole di Powell sono state meno aggressive
e la FED ha inviato chiari segnali che sostengono il rialzo degli asset rischiosi fino alla fine dell’anno, secondo quanto riportato da The Economic Times. Cosi il Dow Jones ( + 1.04% e saldo 2025 a + 13.90%) registra la migliore performance della settimana, unico positivo a Wall Street e segna un nuovo massimo storico ed inizia a guardare verso i 50mila punti. Apertura di settimana in linea e poi discesa al test della rialzista con piccola sbavatura a 47971 punti, quindi recupero e allungo fino a 48888 punti, nuovo record, prima del ripiegamento e chiusura a 48458 punti. Nel complesso il quadro grafico resta ottimamente impostato e se il settore tecnologico dovesse recuperare allora il traguardo dei 50mila punti entro fine anno non sarebbe irrealizzabile. Supporto per la prossima settima 47727 punti della rialzista. Il peggior listino di settimana è nettamente il Nasdaq ( – 1.92% e saldo 2025 a + 19.91%) che dopo una apertura positiva riesce a superare il massimo della scorsa settimana per poi iniziare subito la discesa che si ferma quasi sui minimi di settimana, 25104 il minimo e 25196 la chiusura. In ogni caso il Nasdaq è rimasto ben al di sopra dei 25mila punti e ben lontano dal supporto dei 24600 punti, vedremo se nella prossima settimana sarà ancora cosi. Anche qui i volumi ci raccontano che in realtà la tragedia non c’è stata e che forse le vendite sono state premature. Chissà se a mente fredda e dopo il fine settimana torneranno gli acquisti sui titoli tech, a quel punto per il Nasdaq potrebbe essere facile andare oltre i 26mila punti. Seconda candela a corto range per S&P500 ( – 0.62% e saldo 2025 a + 16.08%) che è esattamente lo specchio della candela della scorsa ottava. Unico listino ad avere avuto i volumi in leggero aumento, rimane però assolutamente ancorato sui massimi e anche qui un minimo ritorno alla serenità lo potrebbe riportare su nuovi massimi storici




