Un ramoscello di ulivo tra la Pasqua cattolica e quella ortodossa

Prima di andare a vedere quanto di positivo è accaduto in settimana sui Mercati e a chiarire quanto avevamo lasciato in sospeso nel video di ieri sui mercati asiatici, vogliamo lanciare questo messaggio di pace con l’augurio che i molti avvenimenti in calendario in questo fine settimana possano risolversi in maniera positiva. In primo piano ovviamente gli incontri bilaterali e trilaterali ad Islamabad che il primo ministro pakistano terrà  con le delegazioni di Iran e USA. Sono molte le notizie che circolano in queste ore e che riteniamo inutile commentare in quanto non abbiamo alcuna certezza della loro veridicità. Attendiamo dichiarazioni ufficiali e ci auguriamo che siano positive. Cosi come speriamo che la tregua per la Pasqua ortodossa tra Russia ed Ucraina possa trasformarsi a sua volta in qualcosa di più date le manifestazioni di ambo le parti a voler trovare un accordo definitivo. Non c’è al momento una tregua tra Israele e Libano ma anche in questo caso si è dato il via affinché la parti si possano incontrare a Washington la prossima settimana per trovare un accordo che possa sancire la fine del conflitto.

Come vedremo dai grafici siamo alla terza candela verde in europa ( con la eccezione del Dax che resta l’unico europeo in negativo per l’anno) e alla seconda a Wall Street ( con i tre listini in frazionale calo per l’anno in corso) ma ciò nonostante quasi tutti i listini restano ancora distanti dai valori che avevano alla chiusura di fine febbraio, ossia prima dell’inizio del conflitto in MO, con una sola eccezione : Milano

FTSE-MIB ( + 4.34% e saldo 2026 a + 5.93%)

Non è stato il miglior listino di settimana ( nasdaq) e non è il miglior listino da inizio anno ( Londra) ma il nostro FTSE-MIB ( + 4.34% e saldo 2026 a + 5.93%) alla chiusura di venerdì ha registrato la chiusura a 47609 punti, superiore alla chiusura del 27 febbraio a  47209, ed un massimo a 47770 punti superiore al massimo del 27 febbraio a 47650 punti. Insomma Milano ha completamente recuperato nelle ultime tre settimane quanto perduto dall’inizio del conflitto in MO. Peraltro la candela di questa settimana dopo l’apertura era anche scesa al test del bordo inferiore del canale effettuato con chirurgica precisione. Ci auguriamo quindi per la prossima settimana di arrivare almeno al test del bordo superiore del canale rialzista a 48795 e possibilmente di andare oltre, sarebbe un forte segnale che le questioni si siano avviate per una soluzione positiva. Primo supporto a 45357 punti, bordo inferiore del canale rialzista.

DAX ( + 2.74% e saldo 2026 a – 2.80%)

Abbiamo detto che il DAX ( + 2.74% e saldo 2026 a – 2.80%) era l’unica eccezione europea a non aver disegnato tre candele verdi nelle ultime tre settimane, in ogni caso è tornato a superare i 24mila punti con un massimo a 24163 punti, livello che però si continua a dimostrare essere una forte resistenza e cosi anche questa volta tiene e l’indice tedesco chiude a 23803 punti. A tale riguardo si noti come qui sia presente una upper shadow più evidente rispetto a quella di Milano o degli altri listini europei. Anche il Dax, cosi come Milano, si mantiene con volumi sotto alla media, segno che molti restano in finestra ad attendere di capire cosa uscirà dai colloqui. Primo supporto 22912 punti mentre la prima resistenza per la prossima settimana , dopo i già nominati 24mila punti ci sarà la rialzista a 24605 punti.

Eurostoxx50 (+ 4.09% e saldo 2026 a + 2.33%)

Apertura in linea alla chiusura precedente per l’indice delle blue chips europee ( + 4.09% e saldo 2026 a + 2.33%), dopodiché test della rialzista e quindi breakout della resistenza statica a 5732 per allungarsi fino al massimo di 5958 e chiudere a 5926 punti con volumi in media, e questo è un dato interessante in quanto denota la fiducia degli investitori sui titoli a maggior capitalizzazione. Siamo ad un passo da quota 6mila punti e non lontani dalla chiusura di fine febbraio a 6138 punti, primo supporto i 5732 punti.

Wall Street

Ieri nel video dedicato ai listini asiatici avevamo detto che dietro all’accettazione dell’Iran di incontrare gli USA per trattare un accordo di Pace ci fosse stata una forte spinta della Cina. Secondo il Wall Street Journal la Cina avrebbe spinto l’Iran al cessate al fuoco nel tentativo di guadagnarsi benevolenza dell’amministrazione USA alla quale nell’incontro del prossimo mese chiederà di comprendere che Taiwan è una provincia ribelle che deve tornare sotto la giurisdizione di Pechino. In questa ottica diventano interessanti anche le news che stanno uscendo in questi minuti che riportano come alcune navi militari USA siano entrate nello stretto di Hormuz e sul suo social Trump dichiara che sono iniziate le operazioni di sminamento nello stretto, che molte petroliere sono dirette a caricare petrolio in USA e che il lavoro di sminamento dello stretto di Hormuz è una cortesia a tutte le nazioni del mondo, soprattutto a tutte quelle ( le asiatiche in primo luogo tra cui la Cina, Giappone e Corea del sud) che acquistano petrolio dal golfo persico e non dagli USA. Ovviamente è subito arrivata la smentita di un ufficiale iraniano che nessun vascello USA sia entrato nello stretto. In ogni caso diventa interessante la dichiarazione di Trump a voler riaprire lo stretto, un gesto verso la Cina ? Verso i partner della Nato forse troppo brutalmente attaccati ? Lo vedremo prossimamente

Seconda settimana di recupero per il Dow Jones ( + 3.03% e saldo 2026 a – 0.31%) che riesce a tornare sopra quota 48mila punti ( massimo a 48323 punti) ma poi chiude a 47916 lontano dalla resistenza dinamica che in questa ottava era a 48730 e che per la prossima sarà a 48793 punti. Si conferma la tenuta del supporto a 45mila punti

Miglior listino di settimana il Nasdaq ( + 4.45% e saldo 2026 a – 0.53%) che si riporta oltre i 25mila punti, con un massimo a 25226 e una chiusura a 25116 punti. Livello che nelle scorse settimane era stato inviolabile e pertanto sarà importante nella prossima settimana vedere un allungo oltre i 25500 punti. Primo supporto area 24mila punti.

Bella candela anche per S&P500 ( + 3.55% e saldo 2026 a – 0.42%) che chiude a 6816 punti dopo un massimo a 6845. Se area 6800 dovesse riuscire a tenere come primo livello di supporto allora per l’indice più seguito al mondo il ritorno in area 7mila punti potrebbe essere questione di un paio di settimane.

CAC40 ( + 3.73% e saldo 2026 a + 1.35%)

Bella candela quella sul grafico di Parigi ( + 3.73% e saldo 2026 a + 1.35%) che supera ben quattro livelli di resistenza spingendosi a 8320 punti per poi chiudere a 8259 , appena sotto la statica a 8267 e il bordo inferiore del canale rialzista a 8281, ma con volumi in aumento e tornati in media. Si rimane pertanto sospesi nel limbo tra paradiso ed inferno, con il primo supporto a 8170 e le resistenze a 8267 la statica e 8302 la dinamica.

FTSE100 ( + 1.57% e saldo 2026 a + 6.74% )

Londra ( + 1.57% e saldo 2026 a + 6.74% ) si conferma il miglior listino dell’anno al momento ed è nuovamente pronto al breakout dal bordo superiore del canale rialzista. Massimo di settimana a 10687, ben al di sopra dei 10611 della resistenza dinamica, ma la chiusura a 10600 riporta il listino della city all’interno del canale rialzista. Primo supporto 10247 e prima resistenza a 10648

IBEX35 ( + 3.69% e saldo 2026 a + 5.18%)

Rientra all’interno del canale rialzista anche l’indice spagnolo ( + 3.69% e saldo 2026 a + 5.18%) che si conferma tra i migliori listini europei. La chiusura a 18204 punti, poco sotto i massimi a 18267 punti, lo rilancia verso i massimi di fine febbraio a 18570. Primo supporto a 17890 mentre la prima resistenza la mediana del canale rialzista a 18658 punti

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