Tante news questa settimana ma una tra le più interessanti è l’incontro avvenuto alla Casa bianca tra il presidente americano e gli AD delle maggiori compagnie petrolifere del mondo, compresa anche ENI di cui andremo a vedere il grafico.

Nel video che posteremo lunedì analizzeremo anche un paio di aziende americane del settore

Nell’incontro con i vertici delle principali compagnie petrolifere mondiali, Trump ha dichiarato che “ saranno gli Stati Uniti a decidere quali compagnie potranno lavorare in Venezuela” aggiungendo che “Le nostre compagnie gigantesche spenderanno almeno 100 miliardi di dollari dei loro soldi, non soldi del governo. Non hanno bisogno di soldi del governo, ma hanno bisogno della protezione del governo e della sicurezza del governo”.

“Eni è pronta ad investire in Venezuela”, ha detto l’amministratore delegato della compagnia a Trump. Descalzi ha poi aggiunto: “Abbiamo 500 persone nel Paese. Siamo pronti a investire nel Paese e lavorare con le compagnie americane“.

ENI settimanale : come ha ribadito Descalzi, in Venezuela ENI è sempre stata operativa anche se in prevalenza nella produzione di gas  destinata al consumo interno. L’apertura a collaborare con le aziende americane le permette quindi di trovarsi nella ottima posizione di poter proseguire ad operare sul territorio ed incrementare anche gli affari, oltre ad avere maggiori possibilità di incassare buona parte dei crediti che avanza dalla compagnia petrolifera statale del posto.

Graficamente sul settimanale vediamo come dopo il minimo di aprile causato dal tornado dazi, ENI abbia intrapreso un trend rialzista che l’ha riportata sui massimi della seconda metà degli anni 2010 e che infatti ne blocca il proseguimento. Il superamento di area 17 euro la potrebbe portare ad un ritorno in area 20 euro e poi gli ostacoli successivi a 22.50 e quindi 25 euro. Tale livello però , se l’idea di fondo del presidente americano è quella di avere un prezzo del petrolio basso rimettendo sul Mercato il petrolio venezuelano, è difficile che si torni a vedere.

Come detto lunedì posteremo un video con l’analisi di un paio di aziende americane pertanto  Vi invitiamo ad iscrivervi e ad abbonarvi al nostro canale youtube per non perderlo !

Avvio di settimana in gap up per l’indice di Milano ( + 0.76% e saldo 2026 a + 1.72%) che poi allunga fino a 46193 punti prima di invertire la rotta e carcare di chiudere il gap.

Tentativo fallito, gap ancora aperto a 45404 punti di una quindicina di punti e chiusura di ottava a 45719 punti. Si rimane nella mezzeria superiore del canale rialzista e la resistenza dinamica per la prossima settimana transiterà a 46674 punti mentre possiamo considerare area 44800 punti come il primo livello di supporto statico.

Avevamo detto che il DAX ( + 2.94% e saldo 2026 a + 3.15%) avrebbe dovuto prendere una decisione in quanto oramai lo spazio era diventato stretto e cosi è stato!

Deciso breakout con tanto di gap up subito richiuso, volumi oltre la media e chiusura a 25261 punti una ventina di punti sotto al nuovo massimo storico che ora è a 25281 punti. Primo supporto area 24800 dove è probabile possa avvenire un retest prima di un deciso allungo verso i 26mila punti

Seconda bella candela per l’indice delle migliori 50 blue chips europee ( + 2.51% e saldo 2026 a + 3.56%)

che lascia un gap aperto per meno di un punto e chiude a 5997 punti dopo un massimo a 5999 punti, andando pertanto a quell’area 6mila punti che avevamo ipotizzato la scorsa settimana. A questo punto potrebbe proseguire il rialzo oltre i 6mila punti e resterà quello spiffero a 5862 punti ad esercitare fascino e richiamo quando le cose inizieranno ad andare male. Primo supporto statico i 5732 punti.

A Wall Street si festeggiano i primi massimi storici del 2026 mentre si attende con impazienza di sapere il nome che Trump ha deciso per la presidenza della FED.

Il presidente ha detto che ha preso la decisione ma che nessuno ancora ne è al corrente e che farà l’annuncio in questo mese di gennaio. cosi mentre le principale banche d’affari prevedono per il 2026 un paio di tagli da 25 bp o al massimo 3 , Miran  il cui mandato come governatore della Fed si concluderà il 31 gennaio vede con favore un taglio di ben 150 bp, del resto è ben nota la sua politica a favore dei dazi e all’indebolimento del dollaro. Che la sua uscita voglia convincere il presidente a dargli la sedia ? Nel frattempo è scaduta in un nulla di fatto la prima grande attesa sulla sentenza della corte suprema sui dazi imposti ad aprile, forse si saprà qualcosa il prossimo 14 gennaio anche se Bessent , il segretario a Tesoro USA, ha chiarito che l’amministrazione è in grado di ovviare ad una sentenza negativa con altre prerogative e pertanto non vi sarà alcuna possibilità di dover rendere i soldi incassati.

Miglior listino a Wall Street il Dow Jones ( + 2.31% e saldo 2026 a + 3.00%) che registra il massimo storico a 49621 punti per poi chiudere l’ottava a 49504 punti con una bella candela che è andata vicino al test della resistenza dinamica. Prossima settimana la resistenza sarà sopra i 50070 punti e il bordo superiore del canale e la rialzista di lungo periodo saranno molto vicine, a creare un ostacolo decisamente importante. Primo supporto area 48mila punti.

Bene il Nasdaq ( + 2.22% e saldo 2026 a + 2.05%) che recupera il rosso della scorsa ottava e si riporta in area 25800 punti, livello che da inizio dicembre 25 pare essere ostacolo insormontabile. Nel caso riesca a passare sarà veramente un attimo tornare sui 26mila punti e quindi puntare dritto al massimo storico a 26182 punti di fine ottobre 25. Primo livello di supporto i 25mila punti.

S&P500 ( + 1.57% e saldo 2026 a + 1.76%) ha registrato la peggiore performance benché abbia avuto volumi decisamente sopra alla media, ma è probabile che l’avvicinarsi di quota 7mila punti abbia portato qualcuno ad incassare temendo che allo storico traguardo possa poi seguire un rapido dietrofront. Primissimo supporto i minimi della scorsa ottava a 6824 punti che si potrebbe prendere come primo livello di allarme nella eventualità di una discesa.

Prosegue il rialzo dell’IBEX ( + 0.89% e saldo 2026 a + 1.97%) che registra la settima candela positiva consecutiva

e si mantiene a stretto contatto del bordo superiore del canale, in realtà anche oltre ! Massimo storico a 17739 punti e chiusura di ottava a 17649 punti e i 18mila punti sono oramai ad un passo. Abbiamo inserito all’interno del canale una nuova parallela ad evidenziare come in una prima fase fosse resistenza ed attualmente supporto dinamico.

Anche per il CAC 40 di Parigi ( + 2.03% e saldo 2026 a + 2.61%) siamo stati facili profeti

così dopo una apertura in gap up, test della resistenza e discesa a chiudere il gap, l’indice francese è partito al rialzo andando ad effettuare il breakout e andando a chiudere l’ottava sui massimi a 8362 che sono anche massimo storico. Primo target ora gli 8506 punti del bordo superiore del canale mentre il primo supporto restano i precedenti massimi a 8267 punti.

Corretta anche l’analisi dell’indice inglese ( + 1.74% e saldo 2026 a + 1.95%) che ha riaperto la settimana la dove aveva chiuso la scorsa per poi salire solamente!

Dopo il massimo a 10158 punti ha ritracciato leggermente per chiudere la settimana a 10124 punti fermandosi precisamente sul bordo superiore del canale rialzista in essere. Primissimo livello di supporto ora sono i 9950 punti anche se il numero tondo dei 10mila avrà la sua valenza psicologica, mentre la resistenza per la prossima settimana sarà a 10163 punti.

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