I Visionari
In settimana sono uscite un paio di notizie che hanno avuto come protagonista persone che reputo ” visionarie” nel senso positivo del termine, sia di lungimirante ossia chi ha una visione chiara del futuro e sa come realizzarla, spesso tramite idee innovative, che di creativo ossia chi ha un’immaginazione straordinaria e una potente vena creativa.
Non possiamo fare a meno di pensare al compianto Steve Jobs considerato un visionario per la sua capacità di anticipare il futuro e rivoluzionare la tecnologia, partendo da un’intuizione e una passione che lo portarono a fondare e plasmare Apple. Nonostante non avesse competenze tecniche, la sua visione estetica minimalista e la capacità di guidare i team a superare i limiti divennero il motore di prodotti iconici come il Macintosh, l’iPod e l’iPhone, che hanno cambiato il modo in cui viviamo la tecnologia. La sua filosofia è riassunta nel suo famoso motto “Restate affamati, restate folli”, frase pronunciata nel suo discorso ai neolaureati della Stanford University nel 2005 ai quali voleva trasmettere il messaggio di non accontentarsi mai di un successo ma di continuare a imparare, scoprire e progredire e allo stesso tempo di pensare in maniera originale e non convenzionale , senza lasciarsi condizionare da schemi precostituiti o dalla paura di apparire sciocchi agli occhi degli altri.
La prima notizia è quella relativa al via libera dalla assemblea degli azionisti di Tesla, con oltre il 75% dei voti favorevoli, al pacchetto di compensi al CEO Elon Musk che nel suo complesso raggiunge il valore di mille miliardi di dollari in 10 anni. Musk non avrà alcun salario o bonus, ma solo azioni della società al raggiungimento di determinati obiettivi di capitalizzazione e sviluppo. Per ottenere l’intero pacchetto Tesla dovrà arrivare a valere 8500 miliardi di dollari ( oltre 8 volte l’attuale valore) e raggiungere ambiziosi traguardi quali un milione di taxi autonomi e un milione di robot. La sfida è decisamente impegnativa anche se qualcuno ha fatto dei conti ed ha rilevato come questi risultati implichino una crescita composta annua del 19.8% ( che di per se è un numero folle), ma se si guardano i numeri di Tesla degli ultimi 5 anni il titolo ha registrato un tasso di crescita annuale composto di quasi il 25% e se si allarga lo sguardo agli ultimi 10 anni tale valore rasenta il 40%. L’analista ha pertanto detto che l’ambizione di Musk si inserisce in un percorso di crescita storicamente solido e che rende l’obiettivo del piano 2025 di Tesla meno distante di quanto possa sembrare. Certamente Musk non si dovrà piu distrarre dal ruolo di CEO di Tesla per occuparsi di affari governativi, ma il suo storico in Tesla e la sua storia di successi a partire da Zip2 e proseguire con PayPal fino a Tesla, Space X , Neuralink dimostrano che ha certamente le carte in regola per riuscire nell’impresa.
La seconda notizia è quella legata a OpenAI che ha siglato un’intesa pluriennale con Amazon per acquistare infrastrutture cloud di Aws per un valore di 38 miliardi di dollari. L’operazione garantirà a OpenAI la potenza di calcolo necessaria per continuare ad addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale e far funzionare al meglio i servizi che offre ai suoi utenti.
L’accordo tra OpenAI e Amazon è l’ennesimo segnale di quanto l’industria dell’AI stia diventando una rete sempre più fitta di alleanze e dipendenze. Rete che vede saldamente al centro OpenAI, in virtù delle importanti partnership strette con realtà come Google, Oracle, Nvidia e Amd.
Sam Altman, CEO di OpenAI, ha dichiarato che l’azienda è sulla buona strada per generare ricavi annui superiori a 20 miliardi di$ quest’anno con l’obiettivo di raggiungere centinaia di miliardi di $ entro il 2030.
” Stiamo cercando di costruire l’infrastruttura per una economia futura basata sulla AI e , dato tutto ciò che vediamo all’orizzonte nel nostro programma di ricerca, questo è il momento di investire per potenziare davvero la nostra tecnologia. I nostri progetti infrastrutturali richiedono molto tempo per essere realizzati quindi dobbiamo agire ora ! ” queste le sue parole in un post su X.
Miglior listino di settimana Milano ( – 0.59% e saldo 2025 a + 25.54%) o se volete il meno peggio dato che in ogni caso ha chiuso in rosso anche se solo di poco più di mezzo punto.
Si conferma anche il miglior listino da inizio anno e l’unico che è ancora sopra il + 20% visto che il Nasdaq è andato incontro alla sua peggiore settimana dopo quel disastroso – 9.77% dei dazi di Trump ad aprile. Apertura in linea alla chiusura della scorsa ottava, allungo fino ai 43543 punti a superare i 43493 del massimo della candela precedente poi però la resistenza si è nuovamente fatta sentire e si è scesi fin sotto al minimo della candela scorsa , ma a 42510 il supporto si è fatto sentire e la chiusura è stata a 42917 punti, con volumi poco sotto alla media. Lo sprint sul finale di WS lascia aperta la possibilità di un pronto ritorno sopra i 43mila punti per l’indice nostrano e a quel punto, se a WS torna l’ottimismo e magari finisse lo shutdown ecco che avremmo tutte le carte per il breakout dei 43550 che da fine agosto bloccano la salita a Milano.

Qualche buona notizia per la Germania e di conseguenza per il DAX ( – 1.62% e saldo 2025 a + 18.39%) dove il PMI servizi è salito bene portando il PMI composito a 53.9 il livello maggiore da 29 mesi.
La produzione manifatturiera registra un + 1.3% rispetto al mese precedente, primi segnali di ripresa. Bene anche il disgelo su Nexperia e riparte l’export dei chip cinesi, cosi tanto importanti per il settore automotive europeo. Il grafico però vede l’indice tedesco sotto alla rialzista ed il timore è che possa ripetersi quanto accadde dopo la similare candela di marzo, anche se allora dopo quella candela ci fu l’uragano dazi che questa volta si spera non debba ripetersi. Piuttosto la positiva inversione di WS nel finale potrebbe permettere al DAX un pronto ritorno sopra alla attuale resistenza dinamica ( transiterà a 23945 punti) e quindi il tornare sopra i 24mila punti la potrebbe riproiettare verso quei 24450 che sono l’ultimo ostacolo per un breakout definitivo verso nuovi massimi storici. Area 23280 l’ultimo baluardo prima di un tuffo verso i 22mila punti.

Settimana negativa anche per l’indice delle migliori blue chips europee ( – 1.68% e saldo 2025 a + 13.70)
che però resta sopra al supporto dei 5522 punti. Possibile quindi che nel caso di test possa poi riprendersi e riportarsi verso ed oltre i 5700 del massimo di questa settimana.

A Wall Street l’argomento che scotta, più dello shutdown che si deve in ogni caso risolvere e del fatto che vi sia o meno una bolla AI, è quello legato a cosa deciderà la corte suprema in materia di dazi.
Non è solo la questione di valutare la legittimità del presidente Trump di aver applicato i dazi, come ha specificato la giudice Barrett, ma vi è anche l’eventuale processo per il rimborso di miliardi di dollari riscossi nel caso in cui si stabilisse che i dazi sono illegali. La giudice ad una domanda ha risposto : “Come funzionerebbe tutto questo? Mi sembra che potrebbe essere un pasticcio”
Sarebbe un duro colpo, oltre che per Trump anche per Wall Street, che dovrebbe rivalutare tutta una serie di fattori e causare di certo un forte aumento di volatilità. Nel dubbio Wall Street ha chiuso l’ottava in rosso anche se nel finale di seduta di venerdì si è veduto qualche leggera ripresa. Il Dow Jones ( – 1.21% e saldo 2025 a + 10.44%) è stato il migliore anche se la perdita del supporto dinamico è evidente. Certamente la lower shadow ed il recupero di quasi 500 punti dal minimo di 46495 alla chiusura di 46987 punti lasciano aperta la porta del recupero che si verificherà solo al ritorno sopra la rialzista che per la prossima settimana transiterà a 47413 punti. Se dovesse tornare sotto ai 46300 allora possibile retest di area 45500 punti. Netto il tonfo del listino tecnologico ( – 3.08% e saldo 2025 a + 19.26%) che disegna una candela da oltre mille punti range , che sfiora il massimo segnato la scorsa ottava e poi scende al test dei 24600 punti. La chiusura a 25059 non è esaltante ma se si guarda che i volumi non sono stati da selloff ma sono rimasti in linea con quelli dell’ottava precedente, che il gap up della candela precedente è stato chiuso e la lower shadow allora vero che una rondine non fa primavera e che tre indizi non fanno una prova ma qualcosa di buono lo si può trovare. Avevamo scritto la scorsa settimana riguardo al perdere i 25mila ed il supporto bene o male ha tenuto. Stesso ragionamento si può applicare a S&P500 ( – 1.62% e saldo 2025 a + 14.40%) , forse un tantino migliore per via del fatto che ha chiuso all’interno della candela di due settimane fa ma la sostanza resta la stessa. Area 6500 supporto importante da mantenere in chiusura mentre il ritorno sui valori di apertura della scorsa ottava, area 6850, sarebbe il possibile segnale per un pronto ritorno in area massimi storici ed oltre.




