Un nuovo ordine mondiale ?

La grande protagonista di settimana è stata senza dubbio la Cina del presidente Xi Jinping, che a Shangai nel corso dello SCO ( Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai ) ha riunito una trentina di paesi euroasiatici con l’aggiunta dell’ Egitto. Creato dallo stesso XI nel lontano 2001, lo SCO rappresenta ora quasi il 25% del PIL mondiale rispetto al circa 5% di quando fu fondato e questo la dice lunga sul successo della manifestazione e di come l’iniziale obiettivo dichiaratamente anti occidentale ed espressamente anti americano stia man mano prendendo piede su scala globale. Molto probabilmente questa massiccia adesione è stata anche il rovescio della medaglia dei dazi voluti dal presidente USA Trump, che ora certamente incasserà molti soldi da questa sua decisione ma di contro si stà inimicando molte nazioni un tempo vicine al mondo occidentale. Basti pensare al recente rifiuto di negoziare i dazi con l’India, rifiuto dovuto al fatto che lo stato asiatico commerci petrolio con la Russia, stato il cui leader Modi ha la fama di essere filo-americano, tanto da essere membro di un’alleanza militare, il cosiddetto Quad, assieme a Giappone, Australia e Stati Uniti. Alleanza che è stata creata alcuni anni fa in funzione anti-cinese! Eppure Modi è stato accolto a braccia aperte da XI a Shangai, con la Cina che a sua volta ha acquistato gran parte del petrolio russo ( sovvenzionando quindi indirettamente la guerra in Ucraina) ed ora pianifica un nuovo gasdotto tra le due nazioni. Putin non può fare altro che ringraziare Xi e Modi per gli acquisti di petrolio che permettono il mantenimento della situazione militare in est europa in quanto a sentire il CEO del gruppo siderurgico russo Severstal ( uno dei maggiori al mondo) Shevelev «L’attuale recessione [in Russia] è paragonabile nella sua gravità solo alla crisi degli anni ’90». A dare conferme anche l’ AD di Sberbank, il maggiore istituto di credito in Russia che ha dichiarato come l’economia del paese ha raggiunto una «stagnazione» tecnica e ha detto di sperare che la banca centrale non permetta che precipiti in recessione. Quindi a Putin non conviene assolutamente fermare il conflitto in corso in quanto l’industria militare è l’unica al momento che gli permette di sostenere il paese e fino a quando troverà in Cina ed India la volontà di acquistare il proprio petrolio riuscirà a mantenersi in sella.

Naturalmente Trump in tutto questo ha reagito , prima inviando un messaggio al presidente cinese XI di salutargli Putin e Kim che a suo dire tramano contro gli USA, poi dichiarando di voler invitare come osservatori sia il presidente cinese XI che il presidente russo Putin al prossimo G20 che si terrà a Miami, nel resort personale del presidente americano. Un tentativo di aprire uno spiraglio e di evitare il muro contro muro ?

Dopo un agosto positivo ( + 2.95% per il nostro FTSE-MIB) Milano ( – 1.36% e saldo 2025 a + 21.71%) chiude la settimana con un – 1.36%, appena sopra i 41600 punti e con volumi in netta contrazione rispetto alla scorsa ottava e sotto alla media.

Se dovesse proseguire la debolezza pare che si possa andare a cercare un primo supporto in area 40700 punti, livello che da metà maggio a metà giugno era stato invalicabile e che aveva assolto al ruolo di resistenza. Solo un pronto ritorno sopra i 42mila punti potrebbe impedire al momento una tale discesa. Nel frattempo non si ferma la manovra di Unicredit nei confronti di Commerzbank, con l’AD Orcel che ha dichiarato che è disposto a salire al 30% dell’istituto tedesco entro la fine dell’anno in replica alle parole della Ceo dell’istituto tedesco Bettina Orlopp. Orcel si è detto tranquillo e che ha ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie, ma che in ogni caso l’ultima parola spetterà ai suoi azionisti.

Seconda candela rossa anche per il DAX ( – 1.28% e saldo 2025 a + 18.52%) che però riesce a tenere la rialzista, dalla quale già nelle scorse settimane aveva poi rimbalzato.

Se lo dovesse rifare allora area 24mila è il primo obiettivo, altrimenti se dovesse bucare al ribasso allora il primo supporto lo troverebbe sui 23mila punti. Tra le varie notizie che hanno impattato in Germania la previsione al ribasso che l’istituto IFO ha rilasciato per le stime del PIL 2025 e del 2026 ed anche il nuovo dazio cinese sulla importazione di carne di maiale europea, dazi al 62%, e la Germania è uno degli esportatori maggiormente colpiti assieme a Spagna, Danimarca e Olanda.

Dopo il test della resistenza dei 5522 punti, test negativo per l’indice delle 50 maggiori blue chips europee ( – 0.62% e saldo 2025 a + 8.62%)

Anche qui registriamo una seconda candela rossa ma in questo caso il test con la rialzista non si è ancora verificato e la settimana prossima il livello sarà a 5261 punti. Se lo dovesse perdere allora si guarderà prima ad area 5170 punti e quindi ai 5085 punti che dovrebbero essere un forte livello.

Continua il braccio di ferro tra il presidente Trump e le istituzioni del suo paese

Citiamo il caso del membro della FED Lisa Cook, la prigione Alligator Alcatraz dove proseguono le dispute in carta bollata tra chiusura e riapertura, nuove minacce di dazi all’ EU dopo la multa inflitta a Google, l’incursione dell’ ICE ( agenzia federale per l’immigrazione) nella fabbrica in costruzione della Huyndai in Georgia dove sono stati arrestati oltre 400 cittadini sudcoreani ( probabilmente con visto scaduto). Per distogliere l’attenzione il presidente ha ridato vigore agli attacchi verbali ( e non solo) contro il Venezuela e ha mandato l’esercito in alcune città americane per ripulirle da ladri , senzatetto e criminali vari, anche senza il consenso delle autorità cittadine. Le ultime mosse sono la ratifica dell’accordo al 15% sulle auto europee e la volontà di controllare la FED, che dovrebbe iniziare a tagliare i tassi già da questo mese dopo i dati del lavoro, ma in maniera moderata, inserendo nel suo organico un suo consigliere di fiducia, ma prima deve risolvere la grana giudiziaria con la Cook. Da riportare la notizia secondo la quale Tesla pensa ad un nuovo pacchetto di retribuzione in azioni per il CEO Elon Musk, un pacchetto per un totale di mille miliardi di dollari da conferire in 12 tranche al raggiungimento di determinati obiettivi, tra i quali spiccano l’espansione del settore robotaxi ( potenzialmente un business immenso) e portare la capitalizzazione del titolo dagli attuali circa mille miliardi ai finali 8500 miliardi ( oltre il doppio della attuale capitalizzazione di Nvidia !) passando per step, il primo che prevede un raddoppio a 2000 miliardi.

Settimana corta a Wall Street ed infatti i volumi sono stati inferiori a quelli della scorsa ottava. Il Dow Jones ( – 0.32% e saldo 2025 a + 6.71%) disegna una sorta di candela doji abbarbicata sui massimi ed infatti ha registrato un nuovo massimo storico a 45770 pur chiudendo in calo a 45400 punti . Il minimo di settimana è anche il primissimo livello di supporto, se dovesse cedere si guarderà ad area 43700 punti circa. Miglior listino di settimana il Nasdaq ( + 1.01% e saldo 2025 a + 12.57%) che però non registra un nuovo massimo storico pur con un massimo superiore a quello delle ultime settimane. Il supporto in area 23mila punti ha nuovamente tenuto nonostante il gap down e la candela lasciata sul grafico, seppure con una piccola upper Shadow è di quelle che lasciano presagire vi possa essere ancora forza per tornare almeno al test dei 23960. Migliore chiusura di sempre a 6481 punti per S&P500( + 0.33% e saldo 2025 a + 10.20%) che a 6532 ha registrato il suo nuovo massimo storico. 6344 il primissimo livello di supporto e a seguire area 6180 / 6200

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