Il cambio di rotta esplicitato
Le notizie di questa settimana non fanno altro che confermare quanto era già divenuto chiaro negli ultimi tempi e le parole del nostro ministro della difesa sono eloquenti : “La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile. Gli USA hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario. Trump ha semplicemente esplicitato che l’Ue gli serve poco o nulla in questa competizione”.
l’Unione Europea non serve “perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili. Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia. Perché non ha potere militare. Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, è piccola, lenta e ‘vecchia’.
Sul punto delle risorse naturali il presidente americano è molto attento tant’è che per l’accordo di pace firmato alla Casa Bianca tra il Ruanda e la RD del Congo , che peraltro hanno già ripreso le ostilità, sono stati firmati accordi bilaterali tra gli Stati Uniti e ciascuno dei due Paesi sullo sfruttamento di minerali strategici, essenziali per le industrie ad alta tecnologia, di cui la RDC, in particolare, è ricca.
Dopo essersi assicurato dall’Ucraina lo sfruttamento delle immense e sottostimate risorse minerarie, gli USA secondo un tracker del Kiel institute ( Il Kiel Institute for the World Economy è un centro di ricerca di economia e think tank con sede a Kiel, in Germania. È uno dei più importanti think tank europei e mondiali in economia internazionale nel campo della politica economica. ) non hanno sostanzialmente più inviato aiuti a Kiev, lasciando l’onere ad altri. Diventa quindi chiaro che adesso il piano di pace che la Russia accetterebbe stia benissimo al tycoon in quanto gli permetterebbe di poter contare anche sulla offerta di Putin di accedere al sottosuolo russo, e della integrità del territorio ucraino non se ne parli più.
Le parole del nostro ministro a seguito della diffusione in settimana del nuovo aggiornamento della Strategia per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti nel quale L’amministrazione del presidente Usa, ha lanciato l’allarme: l’Europa rischia la “cancellazione della civiltà” e si è chiesta se alcune nazioni possano continuare a essere alleati affidabili, in un nuovo documento strategico che pone particolare attenzione al continente europeo. Nel rapporto si afferma che se le tendenze attuali dovessero continuare, il vecchio continente diventerebbe “irriconoscibile tra 20 anni o meno” e i suoi problemi economici sarebbero “eclissati dalla prospettiva reale e più netta della cancellazione della civiltà. Non è affatto scontato che alcuni Paesi europei avranno economie e forze militari sufficientemente forti da rimanere alleati affidabili” Trump ha inoltre accusato l’Ue e “altri organismi transnazionali” di svolgere attività che “minano la libertà e la sovranità politica”, ha affermato che le politiche migratorie “creano conflitti” e che altri problemi includono “la censura della libertà di parola e la soppressione dell’opposizione politica, il crollo dei tassi di natalità e la perdita delle identità nazionali e della fiducia in se stessi”
Riferendosi all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, nella Strategia Usa si legge che l’Europa ha una mancanza di “fiducia in se stessa” per quel che riguarda i suoi rapporti con la Russia. La gestione delle relazioni europee con Mosca richiederà un significativo coinvolgimento degli Stati Uniti, afferma il documento, aggiungendo che è un interesse fondamentale degli Usa porre fine alle ostilità in Ucraina. L’amministrazione Trump ha proposto un piano di pace, la cui versione originale prevedeva che l’Ucraina cedesse parte del territorio al controllo di fatto della Russia. Tuttavia, l’inviato di Trump ha presentato una versione modificata a Mosca. Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito però ieri che le truppe ucraine devono ritirarsi dalla regione orientale del Donbass, altrimenti la Russia la conquisterà con la forza.
In poche parole Trump vuole chiudere alla svelta e a qualsiasi costo ( per l’Ucraina) il fronte europeo per poi potersene lavare le mani e focalizzarsi sul sudamerica. Peraltro fa notizia anche come a seguito della multa da 120 milioni di $ della commissione europea al social X ( ex twitter ) di Elon Musk ( ma non si erano mandati reciprocamente in quel posto ? ), l’amministrazione Trump si stia sollevando all’unisono , citiamo le parole del segretario di stato Rubio «La multa da 120 milioni di dollari inflitta dalla Commissione europea non è solo un attacco a X, ma un attacco a tutte le piattaforme tecnologiche americane e al popolo americano da parte di governi stranieri. I tempi della censura online degli americani sono finiti» ma il vice presidente Vance non è stato da meno. Sulla stessa linea la posizione dell’inviato speciale di Putin «La censura è lo strumento chiave dei burocrati dell’UE: mettendo a tacere i critici delle migrazioni di massa, dell’aumento della criminalità e del declino economico, spingono silenziosamente la civiltà occidentale sempre più verso il suicidio».
“L’Ue dovrebbe essere abolita e la sovranità restituita ai singoli Paesi, in modo che i governi possano rappresentare meglio i propri cittadini”. Lo afferma Elon Musk su X.
Viene da chiedersi se in caso di allargamento di Mosca ad ovest Washington farà fede al patto transatlantico o meno
Peggior listino di settimana il nostro FTSE-MIB ( + 0.17% e saldo 2025 a + 27.05%)
che però con volumi in leggero aumento si conferma oltre i 43mila punti dopo un allungo sui 43714, per poi chiudere a 43432 punti. Sarà importante la prossima settimana non tanto il taglio atteso di 25 bp da parte della Fed quanto sentire le parole di Powell su quella che ritiene la migliore roadmap per la prima parte del 2026, ossia fino a quando sarà lui il presidente. Sarà interessante anche capire se dirà qualcosa riguardo al suo futuro, se intende restare all’interno della FED o se invece deciderà di uscirne. Se il Mercato sentirà parole dolci è molto probabile che Milano possa tornare oltre i 43500 e allungarsi verso il target dei 45mila punti entro fine anno.

Permangono le difficoltà in Germania
nonostante gli ordini alle fabbriche siano cresciuti oltre le attese e l’approvazione al parlamento della riforma delle pensioni, in quanto restano le settimane di scontri all’interno della maggioranza. Il DAX ( + 0.80% e saldo 2025 a + 20.69%) dopo una apertura di ottava in linea alla chiusura precedente era poi sceso fino a 23433 punti per poi invertire la rotta e chiudere sulla resistenza dopo un massimo di settimana a 24130 punti. La resistenza dinamica per la prossima ottava sarà a 24065 per cui sarà necessario evitare debolezze, primo supporto area 23mila punti.

Buona la settimana delle blue chips europee ( + 0.98% e saldo 2025 a + 16.91%)
che registra a 5724 la migliore chiusura di sempre dopo aver toccato i 5749, che sono rimasti lontani dal massimo a 5818 toccati a metà novembre. anche i volumi sono stati in calo, pertanto vedremo se ci sarà un nuovo record oltre i 5820 su buone news per i Mercati o se invece si dovrà tornare a guardare ai livelli supportivi dei 5522 punti

La spesa reale dei consumatori statunitensi – al netto dell’inflazione – è rimasta praticamente invariata a settembre (dati ritardati a causa dello shutdown), dopo mesi di crescita sostenuta, segnalando una pausa della domanda interna.
l’indice core PCE, la misura dell’inflazione più monitorata dalla Federal Reserve, è aumentato dello 0,2% su base mensile e del 2,8% su base annua, in linea con le previsioni degli analisti. La dinamica dei prezzi mostra un raffreddamento dal 2,9% precedente ma resta lontana dall’obiettivo del 2%.
Il giudizio sul mercato del lavoro si è leggermente stabilizzato, pur restando prevalenti le aspettative di un aumento della disoccupazione nel prossimo anno.
Su questi elementi la FED deciderà se sia il caso di tagliare i tassi di 25 bp, come il Mercato si attende. Powell vorrà stupire con un taglio di 50 bp come già fatto lo scorso anno ? Sarebbe un coniglio fuori dal cilindro e certamente spiazzerebbe tutti, Trump per primo !
Il Dow jones ( + 0.50% e saldo 2025 a + 12.72% ) si conferma al di sopra del supporto dinamico e la chiusura a 47954 punti dopo un massimo a 48133 con volumi tornati in media lascia intendere che per la prossima ottava il ritorno sopra i 48mila con possibili implicazioni di nuovi record oltre i 48430 punti siano possibili. Il supporto dinamica sarà a 47664 punti ed eventuali ritorni in area 46200 / 46300 non saranno tali da compromettere l’impostazione rialzista.
Torna a brillare il Nasdaq ( + 1.01% e saldo 2025 a + 22.27% ) unico listino a guadagnare oltre il punto percentuale. La chiusura a 25692 punti dopo il massimo a 25827 punti lascia anche qui aperta la possibilità per andare su nuovi record oltre i 26180 punti. Primo supporto area 24600 punti. Peggior listino a Wall Street è stato S&P500 ( + 0.31% e saldo 2025 a + 16.81%) che però chiudendo a 6870 punti dopo un massimo a 6895 punti è quello veramente vicino ai massimi di 6920 punti che se superati è altamente probabile possa poi vederlo a breve in area 7mila punti. Supporto in area 6500 / 6600 punti




